Tensioni interne

Fratelli d’Italia: tensioni e candidature in bilico prima del congresso provinciale

Il congresso provinciale di Fratelli d'Italia si avvicina, ma una candidatura è a rischio per mancanza di firme.

Fratelli d’Italia: tensioni e candidature in bilico prima del congresso provinciale

Fratelli d’Italia si trova in un clima di tensione in vista del congresso provinciale, previsto per domenica (19 luglio). A oggi, non è ancora stata convocata ufficialmente l’assemblea che dovrà confermare o scegliere il nuovo segretario provinciale, figura cruciale per affrontare le prossime elezioni amministrative e legislative del 2027.

Le frizioni interne al partito, che è attualmente la forza di maggioranza relativa nel comune capoluogo, si sono intensificate negli ultimi anni, dando vita a due correnti principali: quella guidata dall’onorevole Riccardo Zucconi e quella più vicina al consigliere regionale Vittorio Fantozzi. Tuttavia, al congresso di domenica potrebbero emergere tre anime distinte.

Le candidature in discussione

La situazione si è complicata a seguito di una lettera di ‘sfiducia’ inviata a novembre da alcuni membri del partito nei confronti dell’attuale segretario provinciale, Riccardo Giannoni, consigliere comunale di Porcari. Nonostante la mancanza di un confronto formale, alcuni ex sostenitori di Giannoni hanno deciso di presentare un terzo candidato: la consigliera comunale di Camaiore, Claudia Bonuccelli.

Il problema principale è che Bonuccelli non ha raccolto un numero sufficiente di firme qualificate, necessarie per la sua candidatura, come richiesto dallo statuto del partito. Sebbene la scadenza per la presentazione delle firme sia stata prorogata di un giorno, la sua partecipazione al congresso potrebbe richiedere una deroga, che potrebbe non essere ben accolta da chi ha rispettato le regole, come nel caso di Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli e primo dei non eletti per il consiglio regionale.

Possibili scenari futuri

Se il congresso dovesse vedere tre candidati, il voto potrebbe essere contestato e portare a ricorsi interni, allungando i tempi di operatività del nuovo direttivo e acuendo le tensioni interne in un periodo già delicato sia a livello nazionale che locale. Al contrario, se si riducesse a un confronto tra Giannoni e Giannini, si potrebbero riaprire scenari di alleanze che erano già emersi nelle settimane precedenti, ma che si sono arenati nel momento decisivo.

Il partito attende ora indicazioni da Roma riguardo al luogo del congresso e all’allestimento dei seggi. Tra gli iscritti, cresce la preoccupazione per la gestione della situazione, con alcuni che parlano apertamente del rischio di un congresso ‘farlocco’, in contraddizione con l’immagine di un partito che si definisce ‘il partito delle regole’. L’appuntamento di domenica si preannuncia quindi come una vera e propria resa dei conti, con potenziali ripercussioni sugli ultimi mesi della consiliatura guidata da Mario Pardini e sulla campagna elettorale per le elezioni legislative.