Controlli ambientali

Incendi nelle aziende, richiesto monitoraggio di diossine da Arpat

I consiglieri Giglioli e Cerasomma chiedono verifiche dopo l'incendio alla Spedi di Migliarino.

Incendi nelle aziende, richiesto monitoraggio di diossine da Arpat

Due consiglieri, Valeria Giglioli di Sinistra Civica Ecologista e Francesco Cerasomma di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno richiesto un monitoraggio periodico delle diossine da parte di Arpat dopo l’incendio avvenuto l’11 luglio scorso presso la Spedi di Migliarino. I due esponenti politici hanno sottolineato che, considerando la frequenza degli incendi, questo fenomeno non può più essere considerato una fatalità, ma rappresenta un rischio concreto per la salute dei residenti nelle vicinanze degli impianti.

“Chiediamo controlli periodici e monitoraggio delle diossine dopo ogni rogo, oltre a limiti certi sulle quantità di rifiuti stoccati”, hanno dichiarato i consiglieri. L’incendio alla Spedi ha generato una colonna di fumo nero visibile fino a Viareggio, ed è solo l’ultimo di una serie di eventi che hanno colpito le province di Lucca e Pisa. In particolare, la ReLife di Salanetti ha subito incendi il 2 e il 23 giugno, dopo un primo episodio già avvenuto nell’agosto 2025. Anche la Delca di Vicopisano ha subito un incendio l’8 giugno, con circa 2.500 tonnellate di plastica andate in fiamme e l’impianto posto sotto sequestro.

I consiglieri hanno evidenziato che ogni incendio libera fumi tossici che ricadono su case, orti e coltivazioni, rappresentando un pericolo per la salute di chi vive nelle vicinanze e per i lavoratori degli impianti. “Chiediamo che i controlli funzionino davvero”, hanno aggiunto, richiedendo rilievi tempestivi su aria, suolo e acque dopo ogni evento, con comunicazioni chiare ai cittadini.

Necessità di interventi sistematici

Inoltre, Giglioli e Cerasomma hanno sollecitato verifiche periodiche da parte della Regione e della Provincia riguardo le quantità di materiale stoccato, i sistemi antincendio e le procedure di emergenza. “È fondamentale accertare se le prescrizioni delle autorizzazioni siano state rispettate in tutti i casi”, hanno affermato.

Infine, i consiglieri hanno messo in evidenza una questione di fondo: “Questi impianti accumulano grandi quantità di plastica e rifiuti misti, ed è lì che il fuoco trova alimento. Finché il ciclo dei rifiuti rimarrà organizzato attorno allo stoccaggio di grandi masse di materiale, il rischio continuerà a persistere”. Hanno quindi annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione nei rispettivi consigli comunali per affrontare la questione e sottolineato l’importanza della prevenzione per tutelare la salute dei cittadini della Piana e della costa.