Due giovani vite spezzate nel giro di appena 48 ore all’interno della casa circondariale di San Giorgio. Di fronte a una tragedia di queste proporzioni, la città assiste a un silenzio assordante da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Pardini. È la denuncia netta che arriva dai segretari dei circoli del Partito Democratico di Lucca, che chiedono un cambio di passo immediato sulle politiche sociali e sulla tutela dei diritti.
“Ci chiediamo quale sia l’idea di città di questa giunta – attaccano i segretari dem –. Promuovere a tutti i costi l’immagine di Lucca, tra vetrine, grandi eventi e dirette social, nascondendo al contempo le fragilità e le criticità drammatiche del nostro territorio? Il profitto e il marketing politico non possono venire prima della salvaguardia della vita umana”.
“I decessi avvenuti nei giorni scorsi nel carcere di San Giorgio non possono essere derubricati a semplici incidenti, ma rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione strutturale ormai al limite del collasso”, dicono dal Pd. “È inaccettabile che il sindaco, sempre chiarissimo e tempestivo nel comunicare via social per questioni di facciata, non abbia trovato il tempo per spendere una sola parola, per fare una visita o per riferire in consiglio comunale su una tragedia che riguarda persone sotto la responsabilità dello Stato e sul nostro territorio. Le vite degli ultimi valgono così poco per questa amministrazione?”, continuano i rappresentanti del Pd.
Richiesta di nomina del garante
I segretari di circolo accendono poi i riflettori su un ritardo istituzionale grave e non più tollerabile: “Da mesi a Lucca manca la figura del garante comunale delle persone private della libertà personale, nonostante le sollecitazioni ripetute arrivate da più parti e dalle forze di centrosinistra in Consiglio. Raccogliamo e rilanciamo con forza questo appello: la nomina del garante deve avvenire subito. È una figura indispensabile per esercitare un ruolo di vigilanza, umanità e collegamento tra le istituzioni, la direzione del carcere, i detenuti, la polizia penitenziaria, gli operatori e le famiglie”.
“Una città con la storia e la tradizione solidale di Lucca – concludono i segretari – non può volgere lo sguardo altrove. Chi lavora e chi vive all’interno del San Giorgio si trova costretto in condizioni intollerabili. Chiediamo che l’amministrazione comunale batta finalmente un colpo, esca dalla bolla dell’indifferenza e si attivi con tutte le proprie facoltà per fare la sua parte e svolgere il ruolo che le compete, quello di comune capoluogo”.