Il tour mondiale ‘We Want Miles!’ ha fatto tappa al Lucca Summer Festival con un concerto che ha celebrato l’eredità di Miles Davis, uno dei musicisti più innovativi del Novecento. Ieri sera, 21 luglio, in Piazza Napoleone, Marcus Miller ha offerto un’ora e mezza di grande musica, dimostrando che il jazz può sfidare anche le intemperie.
Insieme a Miller, sul palco si è esibita una formazione d’eccezione, composta da alcuni membri della storica band di Davis: Mike Stern alla chitarra, Bill Evans al sax, Mino Cinelu alle percussioni, Russell Gunn alla tromba, Brett Williams alle tastiere e Anwar Marshall alla batteria. Questo gruppo di altissimo livello ha dato vita a un concerto intenso, capace di ripercorrere le fasi più innovative della carriera di Davis, senza limitarsi a un’operazione nostalgia.
La serata è iniziata con Jean-Pierre, seguita da Tutu, due brani emblematici dell’ultimo periodo artistico di Davis. Il concerto ha poi attraversato alcune delle pagine più celebri del suo repertorio, tra cui All Blues, Hannibal, Bitches Brew, In a Silent Way, Aida, Fat Time e Catémbe. A chiudere l’esibizione è stata My Man’s Gone Now di George Gershwin, reinterpretata con grande eleganza.
Durante il concerto, un violento acquazzone ha colpito Lucca, costringendo parte del pubblico a cercare riparo sotto le tribune, mentre altri hanno scelto di lasciare la piazza. Tuttavia, la maggior parte degli spettatori ha deciso di rimanere al proprio posto o di avvicinarsi al palco, affrontando la pioggia pur di non interrompere l’ascolto. Questo momento ha rappresentato uno dei più significativi della serata, dimostrando che la pioggia non ha spezzato il clima di concentrazione e rispetto che ha accompagnato ogni brano.
Il concerto We Want Miles! si è rivelato più di un semplice omaggio: è stato un racconto dal vivo dell’eredità di Miles Davis, un artista che ha rivoluzionato il linguaggio del jazz, aprendo a nuove sonorità e contaminazioni. Marcus Miller, che ha condiviso con Davis una parte fondamentale del suo percorso artistico negli anni Ottanta, ha restituito quello spirito di continua ricerca con un concerto potente, raffinato e accessibile anche a chi si avvicina al jazz per la prima volta.