La forte scossa di terremoto avvertita nel territorio lucchese ha fatto emergere, secondo la Fiom Cgil di Lucca, diverse criticità nella gestione delle emergenze all’interno dei luoghi di lavoro. Nella mattina di mercoledì 5 agosto 2026, numerosi lavoratori hanno lasciato aziende e uffici pubblici riversandosi nelle strade e nelle piazze. Sono stati evacuati anche Palazzo Ducale e gli uffici della Prefettura.
Il sindacato sostiene che, sulla base delle prime verifiche e delle segnalazioni ricevute dai reparti di diverse imprese, in molti casi le procedure previste non avrebbero funzionato correttamente. In particolare, gli allarmi non sarebbero entrati in funzione e alcuni dipendenti sarebbero rimasti nelle proprie postazioni senza ricevere indicazioni chiare e tempestive su come comportarsi.
La richiesta di verificare i piani di emergenza
«Questo episodio deve essere assunto come un chiaro e severo monito per il futuro», afferma la Fiom Cgil di Lucca, sottolineando che l’assenza di conseguenze gravi non può essere affidata alla fortuna. Per il sindacato, la prevenzione resta fondamentale anche di fronte a calamità non prevedibili e la sicurezza non può ridursi a un adempimento burocratico.
La Fiom chiede quindi che vengano effettuate prove di evacuazione in ogni azienda, così da verificare concretamente l’efficacia dei piani di emergenza, il funzionamento dei sistemi di allarme e l’accessibilità delle vie di fuga. Tra le richieste figura anche la convocazione urgente di un tavolo dedicato alla sicurezza, con un confronto complessivo a partire dai luoghi di lavoro e dalla tutela delle persone.
L’evacuazione alla Piazza Coperta
Durante la scossa era in corso alla Piazza Coperta di San Concordio una conferenza stampa con la Regione, convocata per fare il punto sul «dopo Faeta». Anche in quel caso è stato ordinato di lasciare la sala. Erano presenti l’assessore regionale Leonardo Marras, il sindaco Mario Pardini e l’assessore e vicesindaco Fabio Barsanti.
Dopo l’evacuazione, nella sala e all’esterno sono prevalsi il silenzio e l’attesa, mentre arrivavano le prime informazioni sull’origine del terremoto. La scossa, partita dalla zona a ovest di Pisa, tra Marina di Pisa e Calambrone, è stata avvertita distintamente anche a Lucca, facendo tremare gli edifici e le nuove pareti della struttura di San Concordio. La Fiom annuncia infine che continuerà a vigilare perché episodi di inefficienza nelle procedure di sicurezza non si ripetano.