Giustizia amministrativa

Il Tar toscano annulla il diniego all’autorizzazione paesaggistica

Accolto il ricorso dei proprietari di un manufatto agricolo in Toscana contro il parere della Soprintendenza.

Il Tar toscano annulla il diniego all’autorizzazione paesaggistica

Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha accolto il ricorso di due cittadini contro il Comune di Lucca e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Lucca e Massa Carrara. Questa decisione annulla un provvedimento del 2021 che aveva dichiarato l’improcedibilità di un’istanza di autorizzazione paesaggistica.

La questione riguarda un manufatto ad uso agricolo situato nella frazione di Pieve Santo Stefano, per il quale era stata avviata una pratica di condono edilizio nel 1986. Il Comune di Lucca aveva rilasciato una concessione in sanatoria nel 2012, subordinando la validità a opere di consolidamento e restauro. Dopo varie proroghe, nel 2019 i proprietari hanno presentato un’istanza per l’autorizzazione paesaggistica per avviare i lavori richiesti.

Tuttavia, la Soprintendenza si era opposta, dichiarando l’istanza non procedibile, sostenendo che la concessione fosse decaduta per il mancato adempimento delle prescrizioni. Questa posizione è stata accolta dal Comune, che ha archiviato la pratica nel luglio 2021.

Decisione del Tar

I proprietari hanno quindi fatto ricorso al Tar della Toscana, assistiti dagli avvocati Alberto Caretti, Riccardo Tagliaferri e Paolo Maddaleni. I giudici della Terza Sezione (relatrice Laura Patelli) hanno ritenuto fondate le censure dei ricorrenti, chiarendo che l’istanza riguardava opere ancora da eseguire e non manufatti già realizzati senza titolo. Pertanto, la procedura di autorizzazione paesaggistica era corretta.

Il tribunale ha anche affermato che la valutazione del titolo edilizio spetta al Comune, il quale ha legittimamente prorogato i termini, contrariamente a quanto sostenuto dalla Soprintendenza. Con l’annullamento del diniego, il Comune di Lucca e la Soprintendenza sono ora tenuti a riaprire l’istruttoria e a riesaminare nel merito la richiesta di autorizzazione per i lavori di consolidamento.