L’esito della procedura amministrativa per la rigenerazione dell’ex manifattura tabacchi ha riacceso il dibattito politico sulla valorizzazione del centro storico. Elvio Cecchini, consigliere comunale di Azione e delegato del sindaco, ha espresso forti critiche sulla procedura adottata, ritenendola inadeguata per un progetto di tale complessità.
Cecchini ha sottolineato che il suo obiettivo non è alimentare polemiche, ma riportare la discussione sui fatti, contribuendo alla consapevolezza delle criticità che la città affronta. Ha messo in evidenza come molte delle valutazioni emerse sull’esito della procedura siano state basate su informazioni parziali, distorcendone il merito e la validità. Il suo ruolo come delegato, ha chiarito, non sostituisce gli uffici comunali, ma implica un impulso politico e indirizzo nell’iter.
Necessità di una valutazione qualitativa
Cecchini ha evidenziato i dettagli tecnici e le linee guida stabilite con l’ente, inclusa la richiesta di una variante al piano operativo per facilitare la gestione delle tre aree dell’ex manifattura. Ha sostenuto che la scelta della procedura di Partenariato pubblico privato speciale potesse risultare più idonea, considerando la natura vincolata dello spazio e la necessità di interazione fra pubblico e privato.
Il consigliere, inoltre, ha avvertito come il progetto di rigenerazione non debba essere visto come un’operazione puramente immobiliare, ma come un’opportunità strategica per il centro storico. Ha sollecitato una valutazione qualitativa, capace di considerare non solo i parametri economici, ma anche la fattibilità e la qualità del progetto, affinché si possa sviluppare una collaborazione efficace con l’amministrazione.
Criteri di valutazione e merito
Riguardo alla commissione giudicatrice, Cecchini ha riferito di aver suggerito una composizione più ampia, vista la complessità del progetto. Il 5 agosto, gli è stato comunicato l’esito della commissione, che ha dichiarato inammissibile la proposta per ragioni formali. Questo, ha puntualizzato, non implica un giudizio negativo sul merito del progetto, che sarebbe stato soddisfacente. La questione centrale rimane quindi la distinzione tra opportunità progettuale e requisiti procedurali, secondo Cecchini una riflessione necessaria per il futuro della città.