Erano presenti anche gli agenti della Digos all’incontro convocato a Palazzo Orsetti dall’assessore allo Sport e vicesindaco Fabio Barsanti. Al centro della conferenza stampa c’erano la gestione degli impianti calcistici del territorio e, in particolare, la vicenda della concessione del campo di Sorbano alla società Trebesto. La presenza degli investigatori, disposta dal Questore secondo quanto riferito, è stata collegata al possibile clima di tensione seguito alla contestazione sulla decadenza dell’affidamento.
Il nuovo modello per gli impianti
Barsanti ha sostenuto che l’amministrazione abbia investito risorse per riportare sotto controllo una situazione che, a suo giudizio, presentava diverse criticità. Il riferimento è al precedente sistema di concessioni decennali, che prevedeva l’impegno dei gestori a realizzare interventi di adeguamento e la possibilità di prorogare l’affidamento in caso di ulteriori lavori.
Secondo l’assessore, quel modello non avrebbe garantito il necessario rinnovamento delle strutture. In alcuni casi, ha spiegato, sarebbero state realizzate opere senza i permessi dell’amministrazione o senza i titoli edilizi richiesti, mentre le condizioni di buona parte degli impianti sarebbero rimaste invariate o addirittura peggiorate. L’amministrazione Pardini ha quindi scelto di recuperare le strutture gestite fuori dalle regole o con concessioni scadute, investendo nei lavori di ristrutturazione e messa a norma prima di procedere con nuovi bandi.
Tra i primi impianti interessati dal nuovo percorso ci sono quelli di Sant’Anna, in via Matteotti, e di Montuolo. Per entrambi è prevista la pubblicazione della manifestazione d’interesse, dopo gli interventi di sistemazione. L’obiettivo dichiarato è favorire le società dotate di scuole calcio e, nello stesso tempo, garantire la continuità dell’attività per le associazioni sportive che hanno squadre impegnate nei campionati.
La decadenza della concessione a Sorbano
Il passaggio più delicato riguarda il campo di Sorbano. La concessione affidata a Trebesto e AC Luccasette, che avevano partecipato insieme alla gara, sarebbe venuta meno automaticamente con la cessazione del sodalizio tra i due soggetti. Barsanti ha richiamato le norme contrattuali e i regolamenti comunali, precisando che non si tratterebbe di un provvedimento eccezionale.
Lo stesso meccanismo, ha ricordato l’assessore, era già stato applicato nel 2022 per il campo di Mutigliano e nel 2023 per l’impianto di via Matteotti a Sant’Anna, in entrambi i casi dopo il ritiro di uno dei concessionari associati. A Trebesto sarà comunque concesso un tempo adeguato per liberare la struttura. Nel frattempo, il Comune intende assicurare la prosecuzione delle attività sportive.
Per garantire una soluzione temporanea è stata indicata la possibilità di utilizzare il campo di San Cassiano a Vico. L’impianto, destinato a restare nella gestione comunale, potrebbe funzionare come struttura di supporto per le squadre prive di un campo. L’ipotesi è legata anche al prossimo ritorno del Rugby Lucca negli impianti rinnovati dell’Acquedotto, lungo il Serchio.
Il campo di Sorbano sarà infine sistemato dal Comune e successivamente nuovamente messo a gara. Barsanti ha difeso la linea dell’amministrazione sostenendo che le regole debbano valere per tutti e che non possano essere modificate sulla base delle proteste più forti. La questione resta dunque legata sia alla continuità delle attività calcistiche sia alla definizione di criteri uniformi per l’affidamento delle strutture.