Le note dell’opera hanno risuonato il 22 agosto in piazza Luigi Roni, a Migliano di Fosciandora, dove il festival Il Serchio delle Muse ha fatto tappa con un concerto affidato agli allievi del dipartimento di canto lirico del conservatorio Luigi Boccherini di Lucca. La serata si è svolta nello spazio intitolato al celebre basso e ideatore della rassegna, nata con l’obiettivo di portare la musica e la cultura nelle comunità della Valle del Serchio.
Il programma tra Mozart e Donizetti
Ad aprire l’appuntamento sono stati gli interventi del sindaco di Fosciandora Moreno Lunardi, del presidente dell’associazione musicale Il Serchio delle Muse Fosco Bertoli e del direttore artistico Massimo Salotti. I rappresentanti dell’organizzazione hanno evidenziato il valore degli eventi culturali per la promozione del territorio e per la valorizzazione dei talenti emergenti.
Il concerto ha riunito cinque giovani interpreti: i soprani Greta Buonamici e Celeste Nardi, il tenore Zhiquan Li, il baritono Andreas Garivalis e il basso Theodoros Zogopoulos. Ad accompagnarli al pianoforte è stata Chiara Mariani. Il programma ha proposto alcune tra le pagine più note e impegnative del repertorio operistico, iniziando da Wolfgang Amadeus Mozart con il duetto Là ci darem la mano dal Don Giovanni, interpretato da Celeste Nardi nel ruolo di Zerlina e da Theodoros Zogopoulos in quello del protagonista.
A Gaetano Donizetti sono state dedicate alcune scene dal Don Pasquale, con Greta Buonamici, Andreas Garivalis e Theodoros Zogopoulos, e diversi momenti dall’Elisir d’amore. Tra questi, l’ingresso di Dulcamara con Udite, udite, o rustici! e la celebre aria Una furtiva lagrima, affidata al tenore Zhiquan Li.
L’omaggio a Puccini e il brindisi finale
La seconda parte della serata ha reso omaggio a Giacomo Puccini attraverso arie e scene dalla Bohème. I cantanti hanno interpretato i personaggi di Mimì, Musetta, Rodolfo, Marcello e Colline, condividendo il palcoscenico anche nelle pagine corali dell’opera. Il percorso è proseguito con Gianni Schicchi e Firenze è come un albero fiorito, eseguita da Zhiquan Li nel ruolo di Rinuccio, e con Turandot, della quale Celeste Nardi ha cantato Tu che di gel sei cinta nei panni di Liù. Il testo ricorda inoltre il centenario dell’opera.
A chiudere il concerto è stato Libiamo nei lieti calici dalla Traviata di Giuseppe Verdi, eseguito da tutti gli interpreti. Il brano è stato proposto come bis su richiesta del pubblico e ha coinvolto anche gli spettatori in un momento conviviale, con la distribuzione di una bevanda durante il brindisi.
Fosco Bertoli ha sottolineato la capacità dei cantanti di affrontare il repertorio e di intrattenere il pubblico, ringraziando il conservatorio Boccherini, il direttore artistico Massimo Salotti e il Comune di Fosciandora. L’appuntamento ha così unito l’esperienza della rassegna, legata alla Valle del Serchio, e il percorso degli allievi dell’istituto lucchese, nel luogo dedicato a Luigi Roni.
Il festival è sostenuto da fondazioni, istituti di credito, aziende, media partner e istituzioni locali e regionali. Tra i soggetti coinvolti figurano i Comuni della Valle, le Unioni dei Comuni della Garfagnana, della Media Valle del Serchio e del Frignano, oltre alle amministrazioni e agli enti della Toscana e dell’Emilia-Romagna indicati dall’organizzazione.