VERTENZA

Cobas contro le sanzioni ai giovani della contestazione

La Confederazione lucchese annuncia sostegno economico e chiede di fermare il procedimento amministrativo

Cobas contro le sanzioni ai giovani della contestazione

La Confederazione Cobas della provincia di Lucca ha espresso solidarietà ai due giovani lucchesi ritenuti organizzatori della protesta inscenata il 12 agosto durante la cerimonia di commemorazione della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. L’organizzazione sindacale chiede di bloccare l’iter per l’applicazione delle sanzioni e si dichiara disponibile a contribuire a una eventuale raccolta fondi destinata a una cassa di solidarietà.

La vicenda riguarda la contestazione rivolta al sindaco di Lucca Mario Pardini, presente alla celebrazione. A promuoverla, secondo quanto riferito nel comunicato, sono stati esponenti dei gruppi Giovane Grido e Faust. I manifestanti hanno motivato l’iniziativa richiamando le dichiarazioni del vicesindaco di Lucca, che si sarebbe definito fascista del terzo millennio, e il sostegno elettorale ricevuto dalla coalizione anche da parte di quell’area politica.

La contestazione durante la commemorazione

Nel testo diffuso dai Cobas si sottolinea che la protesta non avrebbe impedito lo svolgimento della cerimonia né la partecipazione degli altri rappresentanti politici e dei cittadini. Il sindaco, viene ricordato, ha comunque preso parte alla commemorazione della strage, nella quale furono uccisi 560 civili dalle SS, guidate fino a Sant’Anna anche con il supporto dei fascisti locali.

Ai due presunti organizzatori è stata notificata una sanzione amministrativa per la violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, con l’ipotesi di manifestazione non preavvisata. L’importo indicato nel comunicato varia da 1.000 a 10.000 euro, in applicazione delle disposizioni contenute nel cosiddetto decreto sicurezza.

Le critiche all’iter amministrativo

La Confederazione contesta sia la contestazione dell’assenza di preavviso sia il ricorso allo strumento amministrativo. Secondo i Cobas, l’iniziativa non era una manifestazione autonoma, ma una protesta inserita nel contesto di una celebrazione istituzionale. Per l’organizzazione, in un ordinamento democratico il dissenso espresso durante un evento pubblico non dovrebbe essere subordinato a un preavviso.

Nel comunicato si sostiene inoltre che il ricorso alle sanzioni amministrative rappresenti una forma di repressione del conflitto sociale, con garanzie procedurali ritenute inferiori rispetto a quelle del procedimento penale. I Cobas segnalano anche il possibile impatto economico delle multe su attivisti giovani, spesso impegnati in lavori precari o con salari bassi, e annunciano per questo la disponibilità a partecipare alla raccolta per la cassa di solidarietà.

La posizione della Confederazione si conclude con un richiamo alla libertà di manifestazione del pensiero e alla necessità di preservare gli spazi di partecipazione democratica. Nel testo non vengono riportate le motivazioni delle autorità che hanno notificato i verbali né eventuali repliche dei destinatari delle sanzioni o dell’amministrazione comunale.