Emergenza climatica

Fotografo italiano sopravvive a una devastante onda di fango

Stefano Lotumolo descrive la fuga verso i rilievi dopo il distacco glaciale e ricorda le vittime del disastro

Fotografo italiano sopravvive a una devastante onda di fango

Una manciata di secondi in più avrebbe potuto cambiare tutto. Stefano Lotumolo, fotografo altopascese di 39 anni, è sopravvissuto in Nepal alla devastante esondazione di fango e detriti provocata dal distacco di una gigantesca massa da un ghiacciaio. Dopo il disastro del 26 agosto 2026, l’uomo si trova in una stanza d’albergo a Kathmandu, in condizioni di maggiore sicurezza, ma ancora profondamente scosso per quanto accaduto.

La fuga dal pullman

Lotumolo era diretto verso il confine con il Tibet per proseguire il proprio lavoro fotografico, dopo aver trascorso l’intero mese di luglio a Lucca. Il gruppo viaggiava verso il monte Kailash, meta di un itinerario spirituale e luogo considerato sacro dalla tradizione induista. Quando ha sentito un rumore improvviso e fragoroso, il fotografo è sceso dal pullman e si è diretto verso la montagna nel giro di 20 o 30 secondi.

La massa d’acqua, fango e detriti ha travolto la vallata circostante. Secondo il racconto del fotografo, l’onda era lunga e in alcuni punti raggiungeva un’altezza di oltre 50 metri. Il gruppo a bordo del mezzo è riuscito a mettersi in salvo, mentre nella zona si sono registrate numerose vittime. Lotumolo ha perso quasi tutti gli effetti personali e i documenti, che è riuscito a rifare soltanto di recente, ma considera un caso straordinario essere ancora vivo.

La notte successiva alla tragedia, trascorsa in un rifugio di fortuna sulla montagna, lo ha colpito soprattutto l’atteggiamento delle persone del posto. Nonostante le perdite e la violenza dell’evento, i nepalesi presenti apparivano sereni e capaci di affrontare la situazione. Lotumolo ha descritto la loro resilienza come il risultato di un modo di vivere più vicino alle difficoltà quotidiane e fondato sulla gratitudine per la vita.

Il richiamo alla prevenzione

Dal Nepal, il fotografo ha collegato quanto vissuto al cambiamento climatico, tema che ha già affrontato anche attraverso il suo lavoro. A suo giudizio, gli effetti delle trasformazioni ambientali non sono più lontani o astratti, ma fanno ormai parte della realtà quotidiana. Da qui l’invito a prestare maggiore attenzione e a intervenire sul piano della prevenzione.

Lotumolo ha inoltre voluto rassicurare le persone che, anche da Lucca, lo hanno contattato per sapere se stesse bene. Il fotografo è conosciuto per i reportage realizzati in diverse aree del mondo e per le mostre allestite negli anni, tra cui quelle ospitate nella chiesa di San Cristoforo. Il suo lavoro documenta le condizioni di popolazioni asiatiche e africane e il rapporto con i territori in cui vivono.

Oltre all’attività fotografica, Lotumolo è fondatore e presidente di un’associazione di promozione sociale nata nel 2021 e impegnata nella rigenerazione del suolo e nel sostegno alle comunità indigene colpite dalle trasformazioni ambientali. I principali progetti si sviluppano nel nord della Tanzania, a supporto del popolo Maasai, con la realizzazione di pozzi solari, sistemi di distribuzione dell’acqua e orti sinergici.