Tutela infantile

Vaccinazioni pediatriche, coperture alte ma non ancora ottimali

I numeri locali indicano adesioni elevate; restano margini per rafforzare la protezione collettiva dopo i cali post-pandemia.

Vaccinazioni pediatriche, coperture alte ma non ancora ottimali

La morte a Palermo di una bambina di quattro anni, colpita dalla difterite e non vaccinata, ha riacceso l’attenzione sull’importanza delle immunizzazioni in età pediatrica. Con il ritorno a scuola ormai vicino, il controllo del libretto vaccinale torna al centro delle preoccupazioni delle famiglie, soprattutto per i bambini iscritti ai nidi e alle scuole dell’infanzia.

Coperture elevate nelle due aree

Nel territorio della Piana di Lucca e in Valle del Serchio i dati relativi alla coorte di nascita 2024, calcolati sulle coperture raggiunte entro i 24 mesi, mostrano percentuali elevate. A fornire il quadro è Gregorio Loprieno, responsabile dell’unità funzionale Igiene pubblica e nutrizione della Piana di Lucca.

Per il vaccino esavalente, nella Piana la copertura è pari al 92,70%, con 901 cicli completati su 972 residenti. In Valle del Serchio il dato sale al 96,72%, corrispondente a 236 cicli su 244. Per la vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, la percentuale raggiunge il 93,83% nella Piana, con 913 cicli su 973 residenti, e il 98,36% in Valle del Serchio, dove i cicli sono 240 su 244.

Gli effetti della pandemia

Secondo Loprieno, i numeri confermano una buona adesione delle famiglie ai programmi vaccinali, in particolare in Valle del Serchio. Le percentuali, tuttavia, non consentono di considerare raggiunti gli obiettivi ottimali di copertura. Anche pochi punti possono incidere sulla protezione della comunità e sulla possibilità di limitare la circolazione delle malattie infettive.

Nella Piana di Lucca, spiega il responsabile dell’unità funzionale, dopo la pandemia è aumentato, seppure in misura contenuta, il numero dei rifiuti vaccinali. Questo andamento impedisce di raggiungere pienamente i livelli considerati ottimali. Gli strascichi delle vicende legate al Covid hanno modificato l’approccio di alcune famiglie alla prevenzione, rendendo necessario continuare il lavoro di informazione rivolto ai genitori.

La difterite resta una malattia prevenibile attraverso la vaccinazione, così come altre infezioni che possono provocare conseguenze gravi. Per questo, al di là del caso avvenuto a Palermo, l’indicazione degli operatori sanitari è di mantenere alta l’attenzione sulle vaccinazioni neonatali e pediatriche. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione sia per il singolo bambino sia per le persone più vulnerabili con cui entra in contatto.