Memoria ritrovata

Giuseppe Lenzi, dall’impresa del 1944 ai set di Hollywood

La verifica sui documenti ha svelato l’identità del giovane partigiano emigrato negli Stati Uniti

Giuseppe Lenzi, dall’impresa del 1944 ai set di Hollywood

La storia di Giuseppe Lenzi unisce la Resistenza lucchese al cinema americano. Nato nel giugno del 1923 in via Cavalletti, nel quartiere di Sant’Anna, Lenzi è ricordato sia per aver contribuito a evitare un bombardamento sulla città nel 1944, sia per la carriera costruita negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale.

Per molto tempo i due episodi sono rimasti separati. Da una parte c’era il giovane lucchese indicato tra i protagonisti dell’azione che salvò la città; dall’altra Joseph Pepi Lenzi, nome assunto negli Stati Uniti per ragioni di pronuncia, professionista dell’industria cinematografica e direttore di produzione di film internazionali. La verifica sui documenti ha permesso di stabilire che si trattava della stessa persona.

La missione nella notte del 1944

Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1944, quattro giovani lucchesi raggiunsero il battaglione J.R. Sherman, accampato lungo il torrente Ozzeri, a Pontetetto. Il loro obiettivo era avvertire gli Alleati che i nazifascisti avevano lasciato la città e che un bombardamento sarebbe quindi stato inutile e avrebbe provocato vittime e distruzioni.

Quella missione fu compiuta mettendo a rischio la propria vita. I quattro partigiani erano Guglielmo Bini, Alberto Mencacci, Alfonso Pardini e Giuseppe Lenzi. Il loro intervento è rimasto nella memoria della città, ma il collegamento con il Lenzi emigrato negli Usa è stato ricostruito soltanto in tempi recenti.

Dalla guerra agli studios americani

La riscoperta è partita dall’interesse di Giulia Lenzi, che ha ricostruito le origini familiari attraverso il portale MyHeritage.it. Le informazioni raccolte indicavano che Joseph Pepi Lenzi era nato a Sant’Anna nel 1923 e aveva lasciato l’Italia subito dopo la guerra. Da qui è emerso il possibile legame con il partigiano citato nei documenti della Resistenza lucchese.

Per chiarire il dubbio è stato coinvolto l’Istituto Storico della Resistenza, insieme allo storico Claudio Orsi, tra i custodi della documentazione sui quattro giovani. Il confronto tra le carte e i dati anagrafici ha confermato la coincidenza della data di nascita, sciogliendo l’ipotesi che si trattasse soltanto di un caso di omonimia.

Dopo l’esperienza con l’esercito alleato, Lenzi raggiunse gli Stati Uniti e lavorò nel settore cinematografico. Fu direttore di produzione per pellicole come Star Wars, La maledizione di Damien, conosciuto anche come Omen II, e Il grande Scout. Svolse inoltre incarichi come assistente alla regia e interpretò piccoli ruoli come attore.

Lenzi morì prematuramente nel 1978 per un infarto. Secondo il ricordo di chi lo conobbe, mantenne sempre un legame profondo con la sua terra d’origine. La ricostruzione della sua vicenda restituisce così un profilo composto da due esperienze molto diverse: l’impegno rischioso nella Lucca del 1944 e una carriera maturata nel cinema internazionale.