Musica classica

Mozart protagonista del concerto del Serchio delle Muse

Il duo Ardinghi-De Simone ha eseguito sonate del compositore austriaco e una celebre pagina di César Franck davanti al pubblico

Mozart protagonista del concerto del Serchio delle Muse

Sabato 5 settembre, la chiesa di San Francesco a Borgo a Mozzano ha ospitato un nuovo appuntamento del festival lirico Serchio delle Muse. Protagonista della serata è stato il duo formato dal violinista Paolo Ardinghi e dal pianista Sergio De Simone, impegnato in un programma dedicato soprattutto a Wolfgang Amadeus Mozart e completato dalla Sonata per violino e pianoforte di César Franck.

L’evento ha reso omaggio a Mozart nel 270esimo anniversario della nascita e a San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia. L’esibizione si è svolta nella chiesa di Borgo a Mozzano, scelta ancora una volta come sede della rassegna per il suo valore storico e per l’atmosfera raccolta che ha accompagnato l’ascolto.

Il programma dedicato a Mozart

Ad aprire la serata è stato Gabriele Brunini, governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, che ha ringraziato il festival per la continuità dell’appuntamento, nato negli anni del maestro Luigi Roni. Il presidente del Serchio delle Muse, Fosco Bertoli, ha ricordato il lavoro svolto dall’associazione per proseguire il percorso avviato da Roni e ha sottolineato il contributo dello staff e delle collaborazioni sviluppate negli ultimi anni.

Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dal sindaco Patrizio Andreuccetti, che ha ribadito il sostegno del Comune alla rassegna e il valore delle iniziative capaci di arricchire l’offerta culturale della Valle del Serchio. A introdurre i brani e a fornire al pubblico informazioni sulle composizioni è stato l’avvocato Michele Salotti.

La prima parte del programma è stata interamente dedicata a Mozart, con due sonate giovanili per violino e pianoforte composte nel 1778: la Sonata in Mi bemolle maggiore K 302, articolata nei movimenti Allegro e Rondò, e la Sonata in La maggiore K 305, con Allegro di molto e Tema con variazioni. Durante la presentazione è stato evidenziato il ruolo ancora predominante del pianoforte, insieme alla maturità tecnica già raggiunta dal compositore.

Salotti ha inoltre richiamato il rapporto tra Mozart e padre Giovanni Battista Martini, francescano e tra i più importanti maestri europei di contrappunto dell’epoca. L’incontro con Martini rappresentò una tappa significativa nella formazione musicale del compositore austriaco.

Il confronto con César Franck

Nella seconda parte il programma si è spostato nell’Ottocento con la Sonata per violino e pianoforte in La maggiore di César Franck, composta nel 1886. La pagina è stata presentata come un lavoro fondato sul dialogo tra i due strumenti, sviluppato nei quattro movimenti Allegretto ben moderato, Allegro, Recitativo-Fantasia e Allegretto poco mosso.

In chiusura è stata eseguita la Sonata in Mi minore K 304 di Mozart, composta in un periodo segnato dalla morte della madre durante il soggiorno a Parigi. Il brano, dal carattere più intimo e malinconico, ha completato un percorso musicale che ha attraversato due epoche e differenti concezioni del rapporto tra violino e pianoforte.

Ardinghi e De Simone hanno così proposto un confronto tra la scrittura giovanile di Mozart e la maggiore densità espressiva di Franck. Il concerto ha aggiunto un nuovo appuntamento al percorso del Serchio delle Muse, rassegna che porta la musica in alcuni dei luoghi più significativi della Valle del Serchio.