Numeri a confronto

Nel centro di Lucca crescono i ristoranti, calano i negozi

La consigliera Vietina critica il sindaco Pardini e chiede di distinguere i dati comunali da quelli delle Mura

Nel centro di Lucca crescono i ristoranti, calano i negozi

Il confronto sul futuro del centro storico di Lucca si sposta sui numeri delle attività commerciali. La consigliera comunale Ilaria Vietina contesta la scelta del sindaco Mario Pardini di utilizzare dati riferiti all’intero territorio comunale per rispondere alle critiche sul cosiddetto mangificio, termine polemico usato nel dibattito politico per descrivere la forte presenza di locali di ristorazione.

Il confronto tra Comune e centro storico

Secondo i dati presentati da Vietina, tra il 2012 e il 2025 i negozi presenti all’interno delle Mura sarebbero diminuiti da 397 a 298. Si tratta, sostiene la consigliera, della scomparsa di quasi un’attività commerciale su quattro. Nello stesso periodo, invece, i ristoranti sarebbero aumentati da 44 a 73, con una crescita complessiva del 66 per cento.

La consigliera mette inoltre a confronto periodi di diversa durata. Nei dieci anni compresi tra il 2012 e il 2022, il centro storico avrebbe perso 51 negozi. Nei tre anni successivi, dal 2022 al 2025, la riduzione sarebbe stata di altre 48 attività, quasi lo stesso numero registrato nel decennio precedente. Parallelamente, i ristoranti sarebbero passati da 62 a 73, con 11 nuove unità in soli tre anni.

La richiesta di leggere i dati delle Mura

Per Vietina, questi numeri evidenziano uno squilibrio nella composizione delle attività del centro. La crescita della ristorazione, afferma, è proseguita sia nel periodo 2012-2022, con 18 unità in più, sia nei tre anni successivi, quando l’incremento è stato pari a 11 esercizi. La consigliera sostiene quindi che il fenomeno debba essere valutato osservando in modo specifico ciò che accade dentro le Mura, senza confondere il centro storico con l’intero Comune.

Il riferimento del sindaco Pardini, secondo la ricostruzione di Vietina, riguarda invece le licenze di somministrazione dell’intero territorio comunale: 524 nel 2012, 601 nel 2022 e 554 nel 2026. Per il gruppo consiliare, questi dati non descriverebbero con precisione l’evoluzione del centro storico, che è il cuore della discussione politica.

Vietina riconosce che mangificio non è una categoria statistica, ma sostiene che il termine nasca dalla percezione di chi vive e attraversa la città: meno attività legate alla quotidianità, più ristorazione, ricettività e spazi destinati al consumo turistico. Il turismo, sottolinea, rappresenta una risorsa per Lucca e la critica non è rivolta ai ristoratori o agli operatori che investono e creano occupazione.

La richiesta avanzata dalla consigliera è piuttosto quella di governare l’equilibrio tra la città destinata ad accogliere i visitatori e quella abitata ogni giorno da residenti, lavoratori e studenti. Vietina ricorda infine che l’amministrazione Pardini ha confermato la moratoria avviata dalla giunta Tambellini, estendendo il divieto di nuove aperture di bar e ristoranti e riconoscendo una elevata concentrazione di locali nel centro storico.