Sono decine i docenti precari che stanno contattando gli uffici sindacali per segnalare presunte irregolarità nel sistema di assegnazione delle nomine. Le contestazioni riguardano in particolare la comparsa, nel secondo bollettino, di cattedre che non risultavano disponibili durante il primo turno. Una situazione che, secondo gli insegnanti, avrebbe penalizzato chi occupava posizioni migliori nelle graduatorie.
Le prime criticità erano già emerse con la pubblicazione del bollettino di fine agosto. Tra i casi segnalati c’è quello di Carlotta Lattanzi, docente lucchese di 36 anni, che aveva raccontato le difficoltà legate alla mancata assegnazione del completamento di cattedra. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, con diversi precari che lamentano di essere stati esclusi dall’algoritmo nonostante anni di insegnamento.
Il reclamo del docente
Tra i reclami presentati all’Ufficio scolastico provinciale c’è quello di Alessio Sodini, residente a Capannori e inserito in prima fascia. Il docente, con sette anni di esperienza, ha spiegato di aver indicato tra le prime preferenze una cattedra in un istituto lucchese, collocandola al sesto posto nell’istanza online compilata durante l’estate.
Al momento della pubblicazione delle nomine, avvenuta il 31 agosto, quella disponibilità non risultava però tra i posti assegnabili. A Sodini è stata quindi attribuita una cattedra indicata come cinquantaquattresima scelta, relativa a un’altra classe di concorso: un incarico da 18 ore a Viareggio, distribuito su tre istituti diversi.
La situazione è cambiata con il secondo turno di assegnazioni del 10 settembre. La cattedra indicata come sesta preferenza è comparsa tra i posti liberi ed è stata assegnata a un collega inserito in seconda fascia, quindi con un punteggio e una posizione in graduatoria inferiori rispetto a quelli di Sodini. Il docente sostiene che quella mancata disponibilità iniziale abbia prodotto conseguenze economiche e organizzative rilevanti.
Costi e spostamenti
L’incarico assegnato costringe infatti l’insegnante a percorrere ogni giorno decine di chilometri, sostenendo le spese per carburante e pedaggi. A questo si aggiunge un orario frammentato tra più sedi. Sodini parla di una vera e propria rimessa di stipendio, precisando però che la sua contestazione non riguarda il collega che ha ottenuto la nomina.
Nel reclamo il docente chiede di conoscere la data esatta in cui la cattedra è diventata disponibile e le ragioni per cui non sia stata inserita nel primo bollettino. L’obiettivo, spiega, è verificare se il posto dovesse essere considerato già nella prima fase e, in quel caso, ottenere una rettifica delle operazioni di nomina a tutela della posizione in graduatoria e della trasparenza della procedura.