Sarà inaugurata sabato 19 settembre alle 11 la nuova sede dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà, in via del Crocifisso 5 a Lucca. Lo spazio, concesso dall’amministrazione comunale, ospiterà anche l’archivio del Centro Studi di Storia Contemporanea Carlo Gabrielli Rosi.
L’associazione è l’erede del Comitato Patrioti Lucchesi, nato nel 1948. La sede sarà aperta al pubblico ogni sabato, dalle 10 alle 12, e vuole diventare un punto di riferimento per la conoscenza della storia del Novecento, oltre che un luogo di incontro e consultazione.
Un archivio aperto alla comunità
Il patrimonio del Centro Studi comprende circa 30mila fotografie, risalenti al periodo compreso tra la Grande Guerra e la Seconda guerra mondiale, 15mila documenti e oltre mille giornali. Il materiale raccoglie testimonianze e fonti sulla storia contemporanea, con una particolare attenzione anche agli studi di genere e al lavoro femminile.
Durante l’inaugurazione sono previsti i saluti istituzionali, il taglio del nastro e la visita dei locali. L’apertura della sede proseguirà nell’ambito del progetto La Memoria Vive: cittadini e famiglie potranno consegnare fotografie o documenti relativi alla storia del Novecento, che saranno digitalizzati e inseriti nell’archivio per conservarne le testimonianze.
La presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà, Simonetta Simonetti, ha spiegato che l’obiettivo è raccogliere, conservare e soprattutto diffondere la conoscenza storica tra le nuove generazioni. Il direttore del Centro Studi, Andrea Giannasi, ha aggiunto che il patrimonio continua ad arricchirsi grazie ai materiali inviati da numerose persone interessate a preservare le memorie familiari.
Il ruolo del Comune
L’assessore al patrimonio del Comune di Lucca, Moreno Bruni, ha sottolineato il valore della concessione di uno spazio nel centro storico. Secondo l’amministrazione, i locali potranno essere utilizzati dai volontari come luogo di studio, partecipazione culturale e confronto sulla storia più recente della città.
La nuova sede nasce quindi dall’incontro tra l’attività dell’associazione, il lavoro di conservazione del Centro Studi e il sostegno logistico del Comune. L’obiettivo dichiarato è rendere accessibili le fonti agli studiosi e alla cittadinanza, favorendo anche la trasmissione delle testimonianze storiche alle generazioni più giovani.