Solidarietà digitale

Da Capannori al Senegal, in viaggio 250 computer per le scuole

La spedizione raggiungerà dieci istituti di Dakar e coinvolgerà circa seimila studenti

Da Capannori al Senegal, in viaggio 250 computer per le scuole

È partito da Capannori il container diretto in Senegal con 250 computer e altro materiale tecnologico destinato a dieci scuole di Dakar. L’iniziativa, avviata il 13 settembre nell’ambito del progetto Computer per Dakar, punta a sostenere l’informatizzazione degli istituti e a offrire nuove opportunità formative a circa 6mila studenti.

Il progetto è promosso da Miniere Urbane Aps, presieduta da Davide Bernardi, in partenariato con Hacking Labs e con il Centro del riuso dell’elettronica DueVolt. Le realtà coinvolte hanno recuperato, riparato e ricondizionato le apparecchiature, con il contributo degli studenti impegnati in stage in alcuni istituti superiori della Piana e di numerosi volontari.

Le dotazioni destinate alle scuole

La donazione comprende, oltre ai computer, 36 lavagne interattive, 60 stampanti laser, 260 monitor Lcd, più di 250 tastiere e mouse, cavi, videoproiettori e altri accessori. I 250 personal computer provengono da Arpat. Il materiale sarà utilizzato negli istituti individuati a Dakar per rafforzare gli strumenti a disposizione della didattica e dell’alfabetizzazione informatica.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Capannori e della Regione Toscana, oltre al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Hanno inoltre collaborato Arpat, l’Agenzia regionale recupero risorse, Essity Spa e Association africaine pour un avenir meilleur.

Recupero e riuso delle apparecchiature

Il sindaco Giordano Del Chiaro ha definito il progetto un sostegno concreto all’informatizzazione delle scuole di Dakar, sottolineandone il legame con la solidarietà internazionale, la sostenibilità e la riduzione del divario digitale. Secondo il primo cittadino, la donazione di tecnologie può contribuire all’educazione e allo sviluppo delle nuove generazioni in contesti meno privilegiati.

Davide Bernardi ha spiegato che il progetto si basa sul principio del trashware e sull’economia circolare. Computer ancora funzionanti, ma spesso dismessi da aziende, enti e privati, vengono così sottratti al circuito dei rifiuti elettronici e rimessi a disposizione di percorsi di formazione. L’obiettivo è unire recupero e riqualificazione tecnologica, garantendo a migliaia di studenti senegalesi strumenti utili per la didattica e lo sviluppo di competenze digitali.