Il 16 settembre 1991, un incidente all’attraversamento ferroviario delle Cateratte, a Viareggio, pose fine alle vite di Ilario Niccoli e Gabriele Pardini. A distanza di 35 anni, Andrea Genovali ripercorre quella tragedia e il legame con la Stella Rossa, società calcistica giovanile che per decenni aveva rappresentato un punto di riferimento per molti ragazzi della città.
Niccoli, conosciuto da tutti come il Carrara, era stato allenatore, presidente e fondatore della Stella Rossa. Pardini aveva appena 17 anni ed era il portiere della squadra, una promessa ancora all’inizio del proprio percorso sportivo. Quel pomeriggio i due persero la vita nello schianto contro un treno diretto a Civitavecchia. Per la società, la loro scomparsa segnò anche la conclusione di una storia costruita attorno allo sport, all’educazione e alla crescita di intere generazioni.
Il ricordo di una squadra
Nel suo racconto, Genovali ricorda di aver appreso la notizia mentre si trovava a Firenze per gli studi universitari. Il dolore si mescolò ai ricordi delle partite giocate insieme a Niccoli e degli allenamenti estivi nella Pineta di Ponente, dove i giovani calciatori si preparavano inseguendo ambizioni sportive e personali.
Tra i ricordi più nitidi c’è quello di Gabriele Pardini, descritto come un ragazzo timido, gentile ed educato. Genovali lo aveva conosciuto quando allenava il gruppo dei Giovanissimi, dopo aver smesso di giocare. Nel ruolo di portiere, Pardini condivideva quella particolare solitudine fatta di responsabilità, attese e sogni legati alle parate.
Ilario Niccoli era il custode della memoria della Stella Rossa. Conosceva le partite più importanti e i nomi dei calciatori cresciuti nella società, alcuni dei quali arrivarono fino alla Serie A e alla Serie B. Nel racconto vengono citati, tra gli altri, Marcello Lippi, Pietro Carmignani, Ciardella, Gondoli, Gori e Amilcare Caprili.
Una memoria affidata alle generazioni
Genovali ricorda anche di aver scoperto, proprio attraverso le parole di Pardini, di essere considerato parte di quella storia. Il giovane portiere conosceva le sue partite e le sue parate perché Niccoli gliele aveva raccontate, mantenendo vivo un passaggio di memoria tra generazioni di numeri uno.
Per l’autore, rievocare oggi quella vicenda significa opporsi all’oblio e mantenere vivo il ricordo delle due vittime. La morte di Pardini, stroncato a 17 anni mentre inseguiva i propri obiettivi, resta il passaggio più doloroso di una tragedia che colpì le famiglie, la squadra e la comunità sportiva della città. Il ricordo di Niccoli e Pardini continua così a vivere nelle storie della Stella Rossa e nelle persone che ne hanno condiviso il percorso.