Raccogliere testimonianze, fotografie e documenti per ricostruire l’identità di una comunità. È l’obiettivo del progetto San Francesco, la piazza, la città, le persone, ideato e promosso da Fermento APS insieme al Comitato Popolare di piazza San Francesco ODV. L’iniziativa è stata selezionata nell’ambito del bando Siete Presente. Giovani e associazionismo 2026 di Cesvot.
Da giugno scorso le due realtà associative stanno attraversando piazza San Francesco, la Fratta, il Bastardo e la zona della Madonna dello Stellario, incontrando abitanti, commercianti e persone legate a questa parte della città. L’obiettivo è raccogliere i racconti di chi ha vissuto quei luoghi e conservarne le tracce attraverso fotografie, documenti, interviste e ricordi personali.
Un patrimonio fatto di relazioni
Alla base del progetto c’è l’idea che il patrimonio di un territorio non coincida soltanto con edifici, monumenti e opere d’arte. A comporlo sono anche i legami tra le persone, le consuetudini, le esperienze condivise e la memoria popolare. Un patrimonio immateriale e fragile, che rischia di scomparire insieme a chi ne conserva il ricordo se non viene ascoltato, raccolto e trasmesso.
L’occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco ha spinto Fermento a costruire un racconto del territorio insieme a chi lo abita, senza sostituirsi ai protagonisti delle vicende. Il percorso punta così a favorire nuovi incontri, coinvolgere anche persone anziane o sole, mettere in relazione generazioni diverse e rafforzare il senso di appartenenza ai luoghi. Nel progetto sono stati coinvolti anche giovani, con l’obiettivo di creare uno scambio intergenerazionale.
Dalle testimonianze raccolte è emerso un racconto corale che comprende Padre Bulgarini, il doposcuola, la Casa del Boia, la vita nel Bastardo, la caserma dei pompieri e la fontana di via del Bastardo. Nei ricordi trovano spazio anche la processione di Sant’Antonio, le feste popolari, le botteghe, le corse in bicicletta, il cinema, la vita politica e i pomeriggi trascorsi sulle panchine, luoghi di incontro per più generazioni.
Dalle testimonianze alla videoinstallazione
Il progetto è sostenuto da una rete di collaborazioni che unisce ricerca sociale, partecipazione e produzione artistica contemporanea. Il coinvolgimento di SOFA – Shared Office for the Arts ha permesso di avviare il lavoro con la regista Cristina Picchi sui materiali raccolti.
Il risultato sarà la videoinstallazione Tra le parole – frammenti di un quartiere che resta, indicata come cuore della restituzione pubblica prevista il 3 ottobre. Le interviste entreranno inoltre nella piattaforma Soundoc, dove il materiale sarà organizzato in un archivio digitale sonoro e documentario accessibile.