Pierfrancesco Favino è arrivato a Lucca per presentare Dio ride, il nuovo lavoro diretto da Giovanni Veronesi. L’attore ha partecipato all’apertura della 24ª edizione degli Incontri del cinema d’essai FICE, al Cinema Moderno, e successivamente è intervenuto all’Astra per la chiusura della 22ª edizione del Lucca Film Festival.
Al centro dell’incontro c’è stato il personaggio di Fra Leopoldo e il rapporto con il regista, che aveva definito Favino la Ferrari del cinema italiano. L’attore ha ridimensionato il paragone, spiegando che il lavoro di un interprete non nasce mai soltanto dal talento individuale: sono il gruppo, la sceneggiatura e la direzione a contribuire al risultato finale.
Un ruolo nato dall’amicizia
Favino ha raccontato di aver accettato la parte quando il copione non era ancora stato scritto. La proposta di Veronesi lo ha convinto immediatamente, anche grazie al rapporto di amicizia che lega i due professionisti. Per l’attore, si tratta di uno di quei ruoli capaci di ricordare le ragioni per cui ha scelto questo mestiere e di una delle esperienze più interessanti della sua carriera.
Parlando della risata, l’interprete l’ha definita qualcosa di misterioso e difficile da spiegare. Nel film, quella di Fra Leopoldo nasce secondo Favino da una condizione autentica, senza costruzioni o artifici. Da qui la riflessione sul valore dell’onestà, più che su un semplice invito a ridere di più, soprattutto in un periodo segnato da tensioni e difficoltà.
Ironia e racconto
L’attore ha anche sottolineato il ruolo dell’ironia come strumento capace di mettere in discussione il potere. Nel confronto con il cinema internazionale, ha indicato nella cultura del racconto e nella preparazione tecnica due caratteristiche importanti della produzione italiana, legate alla storia del Paese e al patrimonio accumulato nel tempo.
La permanenza in città è stata breve, ma Favino ha detto di voler tornare a visitare Lucca con maggiore calma. Gli appuntamenti al Moderno e all’Astra hanno così unito la presentazione di Dio ride al programma delle due manifestazioni dedicate al cinema, che hanno portato l’attore a incontrare il pubblico e a parlare del film, del personaggio e del proprio lavoro.