Nelle casse del Comune di Lucca sono arrivati 269.541,88 euro provenienti dall’eredità di Stelio Puccetti, imprenditore che aveva destinato il proprio patrimonio a finalità benefiche. La somma, accertata con una determinazione firmata il 30 settembre dalla dirigente Maria Cristina Panconi, sarà iscritta nel bilancio dell’esercizio 2026 in un capitolo dedicato ai contributi derivanti da eredità giacenti e legati destinati a opere di beneficenza.
Le disposizioni testamentarie
Nel testamento, redatto il 29 novembre 2004, Puccetti aveva previsto alcuni lasciti specifici: 100mila euro ciascuno al Villaggio del Fanciullo, alla Misericordia di Lucca e alla Croce Verde di Ponte a Moriano, oltre a 30mila euro per la collaboratrice domestica. Il patrimonio residuo, composto da denaro, azioni e disponibilità sui conti correnti in Italia e a Nizza, doveva essere destinato a opere di beneficenza.
Il testatore si era riservato di indicare in un documento separato le modalità di distribuzione delle somme, ma questo atto non è mai stato rinvenuto. In base al codice civile, le disposizioni generiche a favore dei poveri vengono attribuite al Comune, subentrato agli antichi enti comunali di assistenza. È su questa base che l’amministrazione lucchese è stata riconosciuta beneficiaria della parte dell’eredità priva di una destinazione specifica.
La procedura giudiziaria e il recupero dei fondi
Il Comune si era rivolto al tribunale nel 2013 per ottenere la nomina di un curatore dell’eredità giacente. L’incarico era stato affidato all’avvocato Michele Giorgetti. Nel frattempo, il testamento era stato impugnato dagli eredi legittimi, ma la sentenza del 2019 ha respinto le loro richieste. Non essendo stata impugnata, la decisione è diventata definitiva e ha confermato il Comune quale beneficiario.
Nel 2021 il tribunale ha chiesto all’ente di rinunciare al legato relativo all’immobile di Aquilea, la tenuta Al Palazzo. Puccetti aveva previsto che la struttura fosse trasformata in una fondazione intitolata alla moglie, ma la condizione non poteva essere rispettata. Il consiglio comunale ha formalizzato la rinuncia il 4 maggio 2021. Nello stesso periodo il curatore ha trasferito al Comune le somme presenti negli istituti di credito italiani, pari a quasi 750mila euro.
Restava da recuperare il denaro depositato in Francia, presso la filiale di Nizza di Bnp Paribas. La gestione della pratica è passata agli uffici successioni dell’istituto e alla Caisse des Dépôts et Consignations di Parigi. Per completare la procedura, nel 2023 il Comune ha incaricato l’avvocato Giovanni Iacomini. Al termine degli adempimenti, il notaio Giuseppe Losito ha riversato nelle casse comunali l’intera somma, pari a 269.541,88 euro.