Mai fidarsi di sconosciuti che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine, non comunicare al telefono dati anagrafici o bancari e non aprire la porta senza aver verificato chi ha bussato. Sono alcune delle indicazioni fornite per aiutare soprattutto le persone anziane a riconoscere e prevenire i raggiri che si verificano con modalità sempre diverse.
La campagna di sensibilizzazione è stata avviata dai carabinieri del Comando provinciale e proseguirà nei prossimi mesi con nuovi momenti di confronto rivolti alle famiglie. Il primo appuntamento si è svolto domenica scorsa al santuario di Santa Gemma Galgani, nella zona dell’Arancio, dove il nuovo comandante della Compagnia di Lucca, Alessandro Genovese, ha incontrato circa 200 persone.
Come riconoscere i raggiri
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le casistiche più frequenti e le dinamiche utilizzate dai truffatori per avvicinare le potenziali vittime. Tra gli aspetti sottolineati c’è il rischio rappresentato da chi cerca di ottenere fiducia qualificandosi falsamente come appartenente alle forze dell’ordine o come professionista incaricato di intervenire per conto di un ente.
L’invito rivolto ai cittadini è di mantenere la massima prudenza davanti a richieste inattese, sia al telefono sia davanti alla propria abitazione. Nessun dato personale o bancario dovrebbe essere comunicato a sconosciuti e, in caso di visita non annunciata, è consigliabile non aprire la porta prima di aver accertato l’identità della persona. Una verifica può contribuire a evitare che una situazione sospetta si trasformi in un raggiro.
Il supporto in caso di dubbi
I carabinieri hanno inoltre indicato alcune cautele da adottare senza esporsi a rischi e i riferimenti istituzionali da contattare per chiedere aiuto. Un ruolo importante può essere svolto anche dai rapporti di buon vicinato, utili per sostenersi reciprocamente e prestare attenzione alle situazioni anomale che riguardano le persone più fragili.
In presenza di dubbi, è possibile chiamare il numero unico di emergenza 112. Gli operatori possono fornire un primo supporto telefonico e, quando necessario, disporre l’intervento di una pattuglia presso l’abitazione per gli accertamenti del caso. Gli incontri promossi dall’Arma continueranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di mantenere un confronto costante con la cittadinanza e, in particolare, con gli anziani.