Sanità lucchese

Ex primario denuncia la crisi dell’Otorino al San Luca

Riccardo Piane chiede dati su organici, interventi sospesi e continuità oncologica.

Ex primario denuncia la crisi dell’Otorino al San Luca

Riccardo Piane, ex primario di Otorinolaringoiatria dell’ospedale San Luca di Lucca, ha inviato una lettera aperta alla Direzione dell’Asl Toscana Nord Ovest per chiedere chiarimenti sulla situazione della struttura. Il medico, in pensione dal 1° gennaio 2025 dopo 23 anni alla guida del reparto, parla di una crisi annunciata e sollecita la pubblicazione dei dati sull’attività svolta, sull’organico disponibile e sull’organizzazione del servizio.

Secondo Piane, il reparto avrebbe perso in meno di due anni parte delle competenze che ne avevano fatto un punto di riferimento per la sanità lucchese, fino a diventare una struttura subordinata a quella di Massa, dalla quale viene attualmente diretto ad interim. L’ex primario sostiene di avere segnalato alla Direzione aziendale, già nel 2023 e poi nel 2024, la necessità di rafforzare l’organico medico.

Le criticità segnalate

Nel periodo precedente al pensionamento, l’Otorinolaringoiatria del San Luca disponeva di cinque dirigenti medici, compreso Piane. La dotazione, rileva il medico, era inferiore a quella di altre strutture ORL dell’Azienda, nonostante volumi di attività comparabili o in alcuni ambiti superiori. Nel 2023, secondo i dati ufficiali della Regione Toscana citati nella lettera, a Lucca furono eseguiti 172 interventi di chirurgia nasosinusale, contro i 58 di Massa e i 27 realizzati rispettivamente in Versilia e a Livorno.

Piane sottolinea inoltre che l’attività comprendeva chirurgia oncologica maggiore della laringe, del collo e del cavo orale, interventi sulle ghiandole salivari, resezioni demolitive e ricostruzioni con lembi, traumatologia maxillo-facciale e chirurgia endoscopica avanzata. In alcuni casi venivano eseguiti anche interventi sulla base cranica. Nell’agosto 2024 l’ex primario aveva comunicato alla Direzione di non poter programmare adeguatamente l’attività per l’anno successivo con l’organico disponibile.

Un ulteriore allarme, riferisce il medico, era stato lanciato il 3 dicembre 2024 sulla continuità dell’oncologia testa-collo, settore nel quale durante l’anno erano stati seguiti circa 280 pazienti. Piane aveva proposto una collaborazione temporanea per accompagnare il passaggio delle competenze in attesa della nomina del nuovo direttore e aveva indicato anche un possibile professionista proveniente da Careggi. L’11 dicembre, gli stessi medici della struttura avevano segnalato che, dopo il pensionamento del primario, non sarebbe stato presente un responsabile autonomamente in grado di garantire la chirurgia oncologica maggiore.

Le richieste all’Asl

Nella lettera, Piane sostiene che nel 2025 e nel periodo disponibile del 2026 si sia verificata una riduzione dell’attività, accompagnata da un peggioramento della sua complessità. In particolare, sarebbero diminuite la chirurgia oncologica maggiore della laringe, del collo, del cavo orale e delle ghiandole salivari, oltre alle procedure demolitive e ricostruttive. L’ex primario riferisce anche la scomparsa della traumatologia facciale.

La situazione attuale, secondo le informazioni riportate nella lettera, sarebbe caratterizzata dalla presenza formale di sei medici, ma con un solo professionista pienamente operativo. Gli altri avrebbero limitazioni o condizioni contrattuali e professionali che ne riducono la disponibilità. Tra loro ci sarebbe anche uno specializzando assunto con il cosiddetto Decreto Calabria, non ancora dotato di piena autonomia professionale. Piane riferisce inoltre che l’attività della sala operatoria ORL sarebbe sospesa e che l’organizzazione della reperibilità presenterebbe gravi difficoltà.

L’ex primario chiede quindi all’Asl Toscana Nord Ovest di chiarire quale attività chirurgica, soprattutto oncologica maggiore, sia stata garantita nel 2025 e nel 2026 rispetto agli anni precedenti; quale sia l’organico realmente disponibile e come venga assicurata la reperibilità; per quali motivi la sala operatoria sia ferma e quando sia prevista la ripresa. Tra le richieste figura anche il numero dei pazienti eventualmente trasferiti in altri ospedali per interventi in passato eseguiti a Lucca.

Piane precisa di non voler attribuire responsabilità ai colleghi oggi in servizio e di non rivendicare meriti personali. La richiesta, conclude, è che l’Azienda renda pubblici i numeri e indichi i provvedimenti che intende adottare per tutelare un servizio considerato un patrimonio della comunità.