Moreno Pedrinzani è il nuovo presidente dell’Associazione toscana volontari della libertà. Il consiglio resterà in carica fino all’ottobre 2031 ed è stato eletto dall’assemblea dei soci, riunita nei giorni scorsi nella nuova sede di via del Crocifisso 5, a Lucca.
Accanto al presidente sono stati nominati Gemma Giannini, vicepresidente, Leonardo Martini, tesoriere, e Andrea Giannasi, segretario. Nel consiglio entrano anche Renzo Paternoster, incaricato delle iniziative legate al 27 gennaio, Paolo Battistini, con delega al 10 febbraio, e Anna Raviglione, che seguirà il lavoro su memorie e diari.
Le radici nella storia lucchese
Il rinnovo degli organismi direttivi apre una nuova fase per una realtà nata dalle esperienze della Resistenza lucchese. L’associazione si costituì tra il 1950 e il 1951 con il nome di Comitato patrioti lucchesi, nel clima politico del dopoguerra e nel quadro delle divisioni che interessavano il movimento partigiano.
I partigiani lucchesi aderirono inizialmente alla federazione delle associazioni partigiane guidata da Ferruccio Parri, esponente del Partito d’Azione. Alla fine degli anni Cinquanta confluirono poi nella Federazione italiana volontari della libertà di Enrico Mattei, vicino alla Democrazia cristiana. L’organizzazione ha riunito esponenti delle principali formazioni attive nella provincia, tra cui l’XI Zona di Manrico Ducceschi, il Gruppo Valanga di Leandro Puccetti, la Divisione Lunense del maggiore Anthony Oldham, il gruppo del colonnello Alberto Brofferio e la Banda Bonacchi, coinvolta nella liberazione di Lucca.
Il rapporto con le scuole
Il nuovo consiglio intende rafforzare il dialogo con le istituzioni scolastiche del territorio attraverso iniziative culturali e incontri di approfondimento. L’obiettivo dichiarato è fornire agli studenti strumenti per interpretare il presente attraverso la conoscenza del passato recente, partendo dalle esperienze concrete e dalle vite delle persone coinvolte nella lotta di Liberazione.
Nel suo intervento di insediamento, Pedrinzani ha definito la presidenza un onore e una responsabilità. Il presidente ha sottolineato la necessità di mantenere viva la memoria della Resistenza e di trasmetterla alle generazioni più giovani, collegandola ai valori di libertà, uguaglianza, giustizia e partecipazione civile contenuti nella Costituzione repubblicana.
Secondo Pedrinzani, la memoria non deve essere considerata soltanto come conservazione del passato, ma come uno strumento per affrontare le trasformazioni culturali e sociali del presente e le nuove forme di intolleranza. In questa prospettiva, le attività dell’associazione saranno rivolte alla costruzione di un rapporto più diretto tra storia, educazione civica e vita quotidiana.
Anche la vicepresidente Gemma Giannini ha richiamato i principi costituzionali e la necessità di costruire relazioni di dialogo fuori dai soli ambienti digitali. Nel suo intervento ha indicato tra le questioni da affrontare anche l’uso dell’intelligenza artificiale, che può offrire opportunità ma presenta, a suo giudizio, rischi rilevanti. Per questo ha evidenziato l’importanza di educare al pensiero critico attraverso il confronto, lo studio e le esperienze condivise.