Lucca riscopre il rapporto con la tradizione francescana attraverso il nuovo volume di Raffaele Savigni, pubblicato da Pacini Fazzi. Il libro sarà presentato oggi alle 17 nella chiesa di San Cristoforo e propone una ricostruzione che parte dalle prime testimonianze documentarie per arrivare alle storie tramandate nei secoli.
Le prime testimonianze
Il primo documento certo sulla presenza dei francescani in città risale al 1228, appena due anni dopo la morte di Francesco d’Assisi. L’atto attesta la presenza dell’ordine a Lucca e documenta alcune cessioni di terreni destinate alla costruzione e all’ampliamento del convento.
Più incerta è invece la notizia di un passaggio dello stesso San Francesco a Lucca. Una fonte pisana della seconda metà del Duecento, legata a Bartolomeo da Pisa, racconta una visita del religioso e la guarigione miracolosa di un bambino. Si tratta tuttavia di una testimonianza collocata al confine tra storia e leggenda.
Secondo Savigni, è possibile che Francesco abbia attraversato la città, considerando i suoi frequenti spostamenti in Toscana, ma non esistono documenti in grado di dimostrarlo. La tradizione lo collega anche alla famiglia Moriconi di Lucca, un legame che però non compare nelle fonti medievali di Assisi o della stessa Lucca. Questa ricostruzione si sarebbe diffusa in età moderna, quando diverse città cercavano di nobilitare le proprie origini associandole a personaggi illustri.
Un’eredità tra memoria e cultura
Il francescanesimo si radicò soprattutto nei borghi e nella parte orientale della città, incontrando il favore di mercanti e artigiani. Un ruolo significativo fu svolto anche dalle clarisse di Gattaiola e dalla compagnia della Maddalena, confraternita laicale legata all’ordine.
La presenza organizzata dei francescani a Lucca è venuta meno intorno al 2002. Restano le clarisse a Monte San Quirico, mentre si è esaurita anche la presenza dei cappuccini. L’ex convento di San Francesco ha cambiato funzione, diventando uno spazio culturale. Oggi l’eredità francescana sopravvive soprattutto nella memoria storica e nella vita culturale della città.