Ernesto Velardi è morto a 96 anni, lasciando a Lucca il ricordo di una figura impegnata nell’architettura, nell’insegnamento e nella tutela del patrimonio storico. Originario della Puglia, ma lucchese d’adozione, ha trascorso gran parte della sua vita in città, dove era conosciuto sia per la professione sia per i rapporti costruiti con allievi, colleghi e famiglie.
Gli interventi sul patrimonio storico
Nel corso della sua attività professionale Velardi ha contribuito alla conservazione di alcuni luoghi significativi del territorio. Tra i lavori realizzati figurano il restauro della chiesa di San Alessandro e gli interventi nelle chiese di San Paolino e San Michele. Importante anche la collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in particolare per gli ambienti dell’IMT.
Lo studio dell’architetto si trovava in via Vallisneri. La figlia Simona, direttrice della Domus Romana, ha ricordato di avere seguito insieme al padre alcuni lavori, grazie alla comune formazione professionale. Velardi era inoltre stato premiato dall’Ordine degli Architetti come decano, in quanto professionista con la maggiore anzianità di iscrizione all’albo.
L’insegnamento e il ricordo della famiglia
Per molti anni Velardi ha insegnato all’istituto San Michele, prima agli studenti dei geometri e poi al liceo. I suoi ex allievi, hanno sottolineato le figlie Maria e Simona, lo ricordano ancora con affetto. Luciano Nottoli ha evidenziato il segno lasciato dal professionista in chiunque abbia avuto occasione di incontrarlo.
Nel ricordo della famiglia emerge soprattutto il profilo umano di un uomo attento agli altri, abituato a mettere se stesso in secondo piano. Alle figlie e ai nipoti avrebbe trasmesso il valore del rispetto. Velardi lascia la moglie Anna Maria, le due figlie e i nipoti. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di San Pietro Somaldi; la tumulazione seguirà nella cappella di famiglia a Quiesa.