Chiarimento istituzionale

Ginecologo sospeso, l’Ordine di Lucca chiarisce l’iter

La misura resterà al vaglio dell’organismo competente, secondo quanto previsto dalla normativa.

Ginecologo sospeso, l’Ordine di Lucca chiarisce l’iter

L’Ordine dei medici di Lucca ha precisato le procedure interne successive al provvedimento cautelare disposto dall’autorità giudiziaria nei confronti di un ginecologo, oggetto di accuse da parte di alcune pazienti. La comunicazione è stata diffusa il 19 ottobre 2026, dopo le notizie riportate dai media sulla vicenda.

Secondo quanto chiarito dall’organismo provinciale, in presenza di un provvedimento cautelare restrittivo adottato dall’autorità giudiziaria nei confronti di un medico, la procedura prevede un passaggio obbligato davanti al consiglio direttivo. Spetta infatti a quest’ultimo recepire e confermare il provvedimento già emesso in sede giudiziaria.

Il ruolo del consiglio direttivo

La precisazione dell’Ordine riguarda quindi le competenze e i tempi dell’iter interno, senza anticipare l’esito degli eventuali ulteriori procedimenti. Il consiglio direttivo dovrà esaminare la misura cautelare e procedere secondo quanto previsto dall’articolo 43 del Dpf 221/1950, indicato nella nota diffusa dall’ente.

Solo dopo questo passaggio potrà essere valutata l’eventuale convocazione della Commissione disciplinare interna. La convocazione, come specificato dall’Ordine, non è automatica e dipenderà dalle determinazioni assunte dagli organi competenti nell’ambito della procedura.

Un procedimento ancora in corso

La vicenda nasce dalle accuse rivolte al ginecologo da alcune pazienti e dal conseguente intervento dell’autorità giudiziaria, che ha disposto la misura cautelare. Nel testo diffuso dall’Ordine non vengono forniti ulteriori dettagli sulle contestazioni né sulle persone coinvolte.

L’intervento dell’organismo professionale ha dunque carattere di chiarimento procedurale. L’Ordine dei medici della provincia di Lucca ha ribadito quale sia il percorso previsto in casi analoghi: prima il recepimento e la conferma del provvedimento da parte del consiglio direttivo, poi, se ritenuto necessario, l’esame da parte della commissione disciplinare.