Acque lucchesi

Pfas, a Capannori controlli e dati pubblici sul distretto cartario

Dopo l’incontro del 17 ottobre, il Forum sollecita interventi su reti, depuratori e scarichi.

Pfas, a Capannori controlli e dati pubblici sul distretto cartario

Controlli sui Pfas, dati accessibili ai cittadini e investimenti per ammodernare depuratori e reti. Sono le richieste rivolte a istituzioni, gestori e imprese dal Forum Acqua pubblica e da Si-cura al termine dell’incontro organizzato il 17 ottobre a Capannori, dedicato al rapporto tra inquinamento, diritti, distretto cartario e bonifica delle acque.

Al confronto hanno partecipato associazioni, comitati, consiglieri comunali, amministratori e cittadini. Secondo i promotori, la qualità delle acque potabili, di quelle impiegate nei processi produttivi e di quelle restituite all’ambiente deve essere garantita attraverso controlli rigorosi, prevenzione dell’inquinamento e rispetto delle norme. L’obiettivo indicato è tutelare insieme salute, ambiente e lavoro.

Monitoraggi lungo il Serchio

Il Forum richiama le nuove disposizioni europee e nazionali, tra cui la direttiva Ue 2024/3019 sulle acque reflue urbane, sostenendo che sia necessario rafforzare il sistema di depurazione e la verifica degli inquinanti. In particolare, viene chiesto di avviare senza ulteriori rinvii il monitoraggio dei Pfas nelle acque superficiali e sotterranee e negli scarichi dei depuratori civili e industriali lungo il Serchio e nella Piana lucchese.

Per le organizzazioni, i risultati delle verifiche dovrebbero essere resi pubblici, accessibili e comprensibili. La richiesta riguarda anche un piano condiviso di investimenti per ammodernare gli impianti e le reti, ridurre la presenza di sostanze inquinanti, migliorare i processi produttivi e assicurare un corretto bilancio idrico del territorio.

Responsabilità e costi

Nel documento viene richiamato il principio europeo del chi inquina paga, indicato come criterio da applicare anche alle scelte relative al distretto cartario. Il Forum chiede che siano individuate con chiarezza le responsabilità economiche degli interventi, evitando che i costi legati all’inquinamento ricadano indistintamente sulle bollette dei cittadini.

La proposta è costruire un piano pubblico di monitoraggio, investimenti e interventi, con tempi certi e verifiche periodiche. Il percorso, secondo le associazioni, dovrebbe coinvolgere istituzioni, gestori, imprese, cittadini, lavoratori e realtà associative. L’appello si conclude con la richiesta di rendere trasparenti le decisioni su chi interviene, chi sostiene le spese e quali risultati vengono raggiunti, alla luce delle possibili conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche per le future generazioni della Lucchesia.