I Cobas Scuola Lucca intervengono sulle mobilitazioni degli studenti in alcune scuole del territorio e, con una nota diffusa il 24 ottobre 2026, esprimono sostegno alle ragioni della protesta. L’esecutivo provinciale del sindacato contesta in particolare le ricostruzioni relative ai fatti avvenuti all’Ite Carrara e invita a non trasformare le rivendicazioni degli studenti in una questione esclusivamente di ordine pubblico.
Le ragioni della mobilitazione
Secondo i Cobas, le occupazioni hanno rappresentato una risposta alla richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e alla contrarietà verso quella che il sindacato definisce la riforma “a pezzi” portata avanti dal governo di Giorgia Meloni e dal ministro Giuseppe Valditara. Nel documento vengono richiamati alcuni degli slogan utilizzati dagli studenti, tra cui “A scuola nessuno è straniero”, “Più scuola e meno armi” e “No alla scuola al servizio delle imprese”.
La nota collega la mobilitazione anche alle difficoltà economiche dei ceti popolari, alle conseguenze del carovita e alla progressiva riduzione, secondo il sindacato, delle garanzie legate all’istruzione, alla salute, all’abitazione e al lavoro. Tra le richieste indicate figurano inoltre la revisione della riforma degli istituti tecnici, l’abrogazione del decreto sul tetto massimo di studenti stranieri non italofoni per classe e il recupero del potere d’acquisto degli stipendi, quantificato dai Cobas nel 30 per cento perso negli ultimi decenni.
La ricostruzione sull’Ite Carrara
Una parte centrale dell’intervento riguarda quanto accaduto la mattina precedente all’Ite Carrara di Lucca. I Cobas sostengono che il cosiddetto tentativo di occupazione notturna sia terminato con l’arrivo del personale scolastico. I ragazzi, secondo la ricostruzione del sindacato, si sarebbero allontanati volontariamente, senza bisogno di essere convinti a lasciare l’istituto. Il cancello sarebbe stato quindi aperto regolarmente e agli studenti sarebbe stato consentito di scegliere se entrare o meno, ma nessuno avrebbe deciso di farlo.
Il sindacato precisa inoltre che il lancio di un fumogeno, che ha colpito un agente, sarebbe avvenuto dall’esterno della scuola. Sempre all’esterno, secondo la nota, si sarebbe verificata una lite tra alcuni giovani, durante la quale un ragazzo è rimasto ferito. I Cobas esprimono solidarietà sia all’agente sia al giovane coinvolto, ma ritengono che gli episodi non debbano oscurare le motivazioni della mobilitazione né giustificare una risposta definita di repressione.
Nel documento viene criticato anche il ricorso a nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. I Cobas parlano del settimo decreto e sostengono che la trasformazione di questioni sociali in problemi di ordine pubblico rappresenti una scelta politica e mediatica. La Confederazione Cobas ha intanto indetto uno sciopero generale per il 30 ottobre, con manifestazioni nelle principali città.
A causa dell’invasione dei Comics, spiegano infine i Cobas, a Lucca non sarà possibile organizzare una manifestazione. Gli appuntamenti indicati sono a Pisa, in piazza XX Settembre alle 9, e a Massa, in piazza Garibaldi alle 17.