Mobilitazione giovanile

A Lucca oltre 500 in corteo contro carovita e riarmo

Studenti e altri partecipanti hanno raggiunto piazza Napoleone: davanti alla Prefettura bruciato un vessillo statunitense, senza scontri.

A Lucca oltre 500 in corteo contro carovita e riarmo

Oltre cinquecento persone hanno partecipato a una manifestazione contro il carovita, il riarmo e l’aumento delle spese militari. Il corteo ha attraversato il centro storico di Lucca, raccogliendo soprattutto giovani e studenti, fino a raggiungere piazza Napoleone e, successivamente, l’area antistante la stazione ferroviaria.

La protesta si è aperta con una fila di ragazze e ragazzi tenuti a braccetto, disposti davanti al corteo come una sorta di barriera. Durante il percorso i partecipanti hanno sventolato bandiere, battuto le mani e scandito slogan contro l’aumento dei prezzi, la riduzione dei salari e le politiche militari. Tra i bersagli della contestazione anche la Nato, gli Stati Uniti e le istituzioni occidentali.

Il presidio davanti alla Prefettura

Il momento più significativo della mobilitazione si è verificato in piazza Napoleone, davanti alla Prefettura. Dopo alcuni interventi al megafono, i manifestanti hanno dato alle fiamme una bandiera degli Stati Uniti. Il gesto è stato presentato come una forma di protesta simbolica contro l’impiego di risorse pubbliche per la guerra, a discapito di scuola e servizi.

Il corteo ha quindi lasciato il centro storico e si è diretto verso il piazzale della stazione. Qui si è aggiunto un altro centinaio di persone, portando il numero complessivo dei partecipanti oltre quota cinquecento. La manifestazione si è conclusa senza scontri né ulteriori episodi di tensione, nonostante il gesto compiuto davanti alla Prefettura.

Le richieste della mobilitazione

Le rivendicazioni hanno riguardato il costo della vita, i salari, la spesa militare e il ruolo dell’Italia nelle politiche internazionali. Gli organizzatori hanno invitato a unirsi alla protesta lavoratori, studenti, consumatori, agricoltori, titolari di piccole attività e famiglie, rivolgendosi anche contro il governo, l’opposizione e le istituzioni europee.

La mobilitazione lucchese si inserisce in una serie di iniziative che hanno coinvolto giovani di diverse città europee e italiane. Nei giorni precedenti, le stesse istanze avevano alimentato anche tentativi di occupazione in alcuni istituti della provincia, tra cui l’Istituto tecnico Carrara e il liceo artistico A. Passaglia. Già il sabato precedente decine di studenti avevano attraversato le strade della città, ma questa volta la partecipazione è stata più ampia.