Reazioni istituzionali

A Lucca coperto il vessillo palestinese sull’opera di Pierotti

Nicola Pera denuncia una doppia strumentalizzazione e sollecita scuse dopo il blitz notturno.

A Lucca coperto il vessillo palestinese sull’opera di Pierotti

Polemica a Lucca dopo il gesto compiuto nella notte a Porta Sant’Anna, dove alcuni esponenti della Lega di Lucca e Capannori avrebbero coperto con il tricolore la bandiera palestinese integrata nell’opera Oltre le radici, realizzata dall’artista Stefano Pierotti. A riferirlo sono l’attivista Nicola Pera e lo stesso autore della scultura, che hanno espresso indignazione per l’iniziativa.

Tra le persone indicate dai due c’è anche il consigliere comunale Massimo Fagnani. Secondo Pera e Pierotti, il gesto sarebbe stato motivato sui social come un omaggio ai quattro militari italiani morti in Bosnia-Erzegovina. Una giustificazione che i due definiscono strumentale, sostenendo che la memoria dei caduti sarebbe stata utilizzata per accompagnare una provocazione politica.

Le contestazioni sull’opera

Nel loro intervento, l’attivista e l’artista parlano di una doppia strumentalizzazione. La prima riguarderebbe il richiamo ai militari italiani; la seconda, invece, il significato della bandiera palestinese presente nella scultura. A loro giudizio, coprirla avrebbe significato oscurare il riferimento alle sofferenze della popolazione palestinese e alle vittime civili del conflitto. Le valutazioni sul genocidio e sul numero delle vittime sono espresse direttamente da Pera e Pierotti nel loro comunicato.

I due aggiungono di essersi recati sul posto nella mattinata successiva, constatando che il tricolore era già stato rimosso. Da qui il dubbio, da loro sollevato, che la bandiera italiana sia stata utilizzata soltanto per il tempo necessario a realizzare una fotografia destinata alla pubblicazione sui social network. Anche questo elemento viene presentato come una loro interpretazione dell’accaduto.

La richiesta alle istituzioni

Pera e Pierotti chiedono al sindaco di Lucca, al presidente del Consiglio comunale e alle forze politiche di prendere pubblicamente le distanze dall’iniziativa e di esprimere un biasimo. Nel loro intervento ricordano che l’opera richiama le tragedie contemporanee e le vittime delle migrazioni, sostenendo che il messaggio della scultura non dovrebbe essere trasformato in un terreno di scontro tra partiti.

La richiesta finale è rivolta a chi ha realizzato il gesto, invitato a riconoscerne l’inopportunità e a porgere le proprie scuse alla città. Gli autori della denuncia sostengono inoltre che la commemorazione dei caduti debba avvenire nelle sedi e nelle forme ritenute più appropriate, nel rispetto della memoria e della cultura cittadina.