Intervento di Cecchini

Cecchini: “Il casottino all’ex Vivaio Testi va demolito”

Il consigliere comunale critica il progetto di recupero del manufatto, ritenendolo inadeguato al contesto.

Cecchini: “Il casottino all’ex Vivaio Testi va demolito”

Il consigliere comunale di Azione con Calenda, Elvio Cecchini, è intervenuto sul futuro del casottino all’ex Vivaio Testi, situato sugli spalti delle mura, dopo una segnalazione ricevuta il 9 luglio 2026. Attraverso i suoi canali social, Cecchini ha espresso la sua opinione riguardo al progetto di recupero proposto dall’assessore Bruni e dal sindaco, che prevedeva di trasformare il manufatto in un’aula didattica dedicata alla conoscenza del patrimonio arboreo cittadino.

“Si può anche ammettere di aver sbagliato. Anzi, per un’amministrazione pubblica è spesso un segno di serietà e non di debolezza”, ha scritto Cecchini, evidenziando come la Soprintendenza abbia ritenuto il casottino sanabile. Tuttavia, il consigliere ha sottolineato che la Pubblica Amministrazione non può adottare una logica privatistica, secondo cui ogni struttura esistente debba essere conservata a tutti i costi.

Critiche alla proposta di recupero

Cecchini ha spiegato che il casottino era stato concepito come una struttura temporanea, funzionale alle attività del Vivaio Testi. “Esaurita quella funzione, è venuta meno anche la ragione della sua permanenza”, ha affermato. Secondo il consigliere, trasformare il manufatto in un’aula didattica comporterebbe inevitabilmente un ampliamento, l’aggiunta di servizi e l’adeguamento alle normative vigenti.

Inoltre, Cecchini ha messo in evidenza che, anche prescindendo da un progetto architettonico, il casottino rimarrebbe un elemento estraneo al contesto monumentale degli spalti delle mura. “Questa scelta sarebbe in evidente contraddizione con il grande lavoro di recupero dell’area e con la decisione di eliminare gli usi impropri che per anni l’hanno compromessa”, ha aggiunto.

La proposta di demolizione

Infine, Cecchini ha concluso il suo intervento affermando che la scelta più corretta sarebbe la demolizione del manufatto. “Completare il recupero dell’ex vivaio significa restituire integralmente questo spazio alle Mura e al suo paesaggio storico, senza lasciare un edificio che appartiene a una stagione ormai conclusa”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di valorizzare il patrimonio arboreo della città in luoghi più idonei e coerenti dal punto di vista urbanistico, culturale e didattico.