Rassegna culturale

Il Trio Mila racconta l’evoluzione del tango

Nel giardino della Fondazione Ricci, soprano, flauto e arpa hanno attraversato radici argentine, Gardel e Piazzolla.

Il Trio Mila racconta l’evoluzione del tango

La storia del tango è stata al centro del concerto del Trio Mila, ospitato il 28 agosto nel giardino della Fondazione Ricci a Barga, nell’ambito della stagione lirica del festival Il Serchio delle Muse. Delia Palmieri, soprano, Federica Baronti, flauto, e Diana Colossi, arpa, hanno proposto Histoire du Tango, un percorso musicale dalle origini popolari del genere fino alle trasformazioni introdotte da Astor Piazzolla.

La serata è stata aperta dai saluti della presidente della Fondazione Ricci, Cristiana Ricci, che ha ricordato la collaborazione con il festival e il sostegno del Comune di Barga. Per l’amministrazione comunale è intervenuta la consigliera Alice Mariani, mentre il presidente dell’associazione musicale Il Serchio delle Muse, Fosco Bertoli, ha sottolineato il lavoro dello staff e il legame con la sede di Villa Caproni.

Un itinerario tra Argentina ed Europa

Il programma ha seguito l’evoluzione del tango attraverso epoche e contaminazioni. Dalle radici legate all’habanera e alla musica argentina, il Trio Mila è passato per il tango andaluso e per le composizioni associate a Carlos Gardel, fino alla svolta novecentesca di Astor Piazzolla. Il genere è stato presentato non soltanto come danza, ma come linguaggio capace di raccontare l’identità di un popolo e il ruolo della presenza italiana in Argentina.

La scaletta si è aperta con La Paloma – Habanera di Sebastián Yradier, seguita dall’Habanera di Maurice Ravel per flauto e arpa. A Gardel sono state dedicate El día que me quieras e Por una cabeza, brani legati rispettivamente all’immaginario romantico e al tema delle corse dei cavalli. Il percorso è proseguito con Tango to Evora di Loreena McKennitt e Youkali-Tanghilla di Kurt Weill.

La seconda parte ha avuto come protagonista Piazzolla, autore che ha ampliato i confini tradizionali del tango mantenendo il rapporto con le sue origini. Tra i brani eseguiti figurano Balada para mi muerte, Chiquilín de Bachín, Oblivion, Libertango, Los pájaros perdidos e Yo soy María dalla María de Buenos Aires. Le composizioni hanno richiamato temi come la lontananza dalla patria, la memoria, la povertà, le disuguaglianze sociali, la libertà e la rinascita.

Il legame con la tradizione italiana

Particolare rilievo è stato dato a Libertango, registrato per la prima volta da Piazzolla a Milano, e al rapporto tra il ritmo dell’habanera e alcune pagine della tradizione napoletana. Il concerto si è concluso con O sole mio, collegato alla celebre interpretazione di Enrico Caruso, creando un ponte musicale tra mondi e culture differenti.

L’appuntamento di Barga rientra nel calendario del festival Il Serchio delle Muse, sostenuto da fondazioni, istituzioni, aziende e media partner. Tra le novità annunciate per questa edizione figurano il trasferimento di un pianoforte a coda sulla Pania e una tappa a Glasgow prevista per il 19 settembre. La rassegna coinvolge diversi comuni della Valle, della Garfagnana e della Media Valle del Serchio, oltre a enti della Toscana e dell’Emilia-Romagna.