Confronto interno

Aquapur, Forza Italia critica l’accordo sulla nuova governance

Pietro Ori rivendica il controllo degli azzurri e giudica ridimensionate le ambizioni iniziali dopo il cambio di rotta sulle nomine.

Aquapur, Forza Italia critica l’accordo sulla nuova governance

È scontro tra Partito democratico e Forza Italia sulla nuova governance di Aquapur, la società partecipata che gestisce il depuratore consortile di Casa del Lupo, a Porcari. Al centro del confronto c’è l’intesa raggiunta dai sindaci della Piana per la composizione del consiglio di amministrazione e, in particolare, il rispetto della rappresentanza di genere.

Nei giorni scorsi la vicesegretaria comunale del Pd aveva definito l’accordo una mediazione equilibrata, attribuendo al sindaco Giordano Del Chiaro il merito di aver risolto la questione relativa alle quote di genere. Una lettura contestata da Pietro Ori, vicesegretario di Forza Italia Capannori, secondo il quale il risultato finale sarebbe più contenuto rispetto alle aspettative iniziali.

La ricostruzione di Forza Italia

Ori sostiene che il 25 giugno il sindaco avesse firmato il decreto di designazione di Abd Elaziz senza sollevare dubbi sulla composizione di genere del Cda. Il ripensamento, secondo la ricostruzione dell’esponente azzurro, sarebbe arrivato soltanto ai primi di agosto, dopo la presentazione di un esposto anonimo inviato anche alla Prefettura di Lucca e all’Anac.

Nel frattempo, prosegue Ori, la lista del sindaco sembrava puntare anche alla presidenza di Aquapur, ipotesi che il rappresentante di Forza Italia interpreta come possibile contropartita per il passo indietro sulla designazione di Abd Elaziz e per il rispetto delle quote di genere. Lo stesso Ori richiama inoltre i possibili effetti sulla validità degli atti di un consiglio nominato in violazione delle norme sulla rappresentanza.

Il risultato dell’intesa, sempre secondo la ricostruzione di Forza Italia, sarebbe stato infine una vicepresidenza, insieme all’ipotesi di una futura redistribuzione degli incarichi nel 2027. Per Ori, si tratta di un esito ridimensionato rispetto alle ambizioni iniziali e non di un grande successo politico, come invece sostenuto dal Pd.

Il ruolo dell’opposizione

Il vicesegretario rivendica quindi il lavoro svolto dal capogruppo Matteo Scannerini e dal partito, presentandolo come un’attività di controllo sulle decisioni della maggioranza. L’opposizione, afferma, avrebbe posto domande, segnalato criticità e chiesto trasparenza sul percorso che ha portato alla definizione dei nuovi incarichi.

Ori contesta in particolare la scelta di presentare ogni passaggio come una vittoria politica. Nella sua lettura, i fatti comprenderebbero una presidenza annunciata ma non assegnata, una nomina ritirata e un’intesa finale meno ambiziosa rispetto alle previsioni iniziali. L’esponente di Forza Italia invita perciò a distinguere tra interpretazioni politiche e ricostruzione degli avvenimenti.

La polemica si chiude con un appello alla maggioranza a fornire spiegazioni sulle decisioni assunte e sugli impegni prospettati. Per Ori, una politica istituzionalmente seria dovrebbe riconoscere anche eventuali errori o battute d’arresto, senza trasformare ogni arretramento in un risultato positivo.