Conti pubblici

Salanetti, Caruso chiede chiarezza sui costi dell’impianto

Il capogruppo sollecita un confronto sul finanziamento, sui consumi e sulla quota effettiva di materiali recuperati.

Salanetti, Caruso chiede chiarezza sui costi dell’impianto

Il progetto dell’impianto di Salanetti per il riciclo di prodotti assorbenti e tessili torna al centro del confronto politico a Capannori. Il capogruppo consiliare di Noi Moderati, Domenico Caruso, ha chiesto che il sindaco intervenga nella prima seduta utile del consiglio comunale per chiarire come sarà finanziata l’opera, il cui costo complessivo è stimato in circa 20 milioni di euro.

Secondo Caruso, il Comune dovrebbe spiegare se l’intero importo finirà per gravare sulle tariffe pagate dai cittadini, contrariamente a quanto sarebbe stato affermato in passato dall’amministrazione comunale e da RetiAmbiente. Il consigliere di minoranza ha inoltre sollevato dubbi sulla natura dei finanziamenti del Pnrr inizialmente previsti per l’intervento, chiedendo di sapere se si trattasse di risorse a fondo perduto oppure di somme da restituire.

Le contestazioni su consumi e impatto ambientale

Nel suo intervento, Caruso ha ribadito le critiche già espresse in consiglio comunale e sulla stampa sull’impatto economico e ambientale del progetto. Tra gli elementi indicati figurano un consumo stimato di circa 3 milioni di litri d’acqua prelevati dall’acquedotto pubblico, l’utilizzo di circa 2 milioni di metri cubi di gas metano e di 7.500 MWh di energia elettrica.

Il capogruppo ha richiamato anche la collocazione dell’impianto in un’area considerata a rischio alluvionale, oltre ai possibili rischi biologici e chimici per i lavoratori e per la popolazione. Tra le contestazioni rientra l’asserita inadeguatezza del depuratore di Casa del Lupo a trattare le acque reflue, anche in relazione alla presenza di Pfas nei prodotti igienici destinati al riciclo. Si aggiunge, secondo la ricostruzione del consigliere, l’impatto sulla viabilità legato al trasporto di 10mila tonnellate annue di rifiuti provenienti dall’Ato Toscana e da altri ambiti territoriali.

Dubbi su autorizzazioni e materiali recuperati

Caruso ha contestato inoltre la decisione di RetiAmbiente di escludere la Via, la valutazione di impatto ambientale. A suo giudizio, l’esclusione sarebbe stata possibile perché il progetto è stato dimensionato al di sotto delle soglie previste dal Testo unico sull’ambiente. Il consigliere ritiene che questa scelta non garantisca sufficiente trasparenza e lamenta la mancata consultazione dei cittadini sugli effetti potenziali dell’impianto, tra cui rumore, odori, traffico e possibile riduzione del valore degli immobili.

Un ulteriore tema riguarda l’effettiva utilità dell’opera. L’amministrazione ha sostenuto che l’entrata in funzione del sito consentirà di ridurre i conferimenti in discarica. Caruso richiama però stime tecniche secondo cui la quota di materiali recuperati e reimmessi nell’economia circolare sarebbe pari ad appena il 30 per cento dei rifiuti trattati, mentre il restante 70 per cento dovrebbe comunque essere smaltito.

Per queste ragioni, il capogruppo di Noi Moderati chiede un’audizione del sindaco in aula e una risposta pubblica sul finanziamento, sui costi di gestione, sui consumi e sui risultati attesi. L’obiettivo, sostiene Caruso, è evitare che i cittadini si trovino a sostenere attraverso la bolletta un’opera da lui giudicata economicamente onerosa, ad alta intensità energetica e con un’efficacia limitata nel recupero dei materiali.