Pressione sociale

A Lucca un presidio contro rincari e bollette

Avs ed Europa Verde annunciano cinque interventi davanti alla prefettura, venerdì 23 ottobre

A Lucca un presidio contro rincari e bollette

Alleanza Verdi Sinistra Lucca ed Europa Verde Lucca organizzano un presidio pubblico dedicato al caro vita e all’aumento delle bollette. L’appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre alle 18, nel Cortile degli Svizzeri, davanti alla prefettura di Lucca, indicata dagli organizzatori come sede territoriale del governo nazionale.

L’iniziativa nasce dalla denuncia delle difficoltà affrontate quotidianamente da famiglie, pensionati, giovani, lavoratrici e lavoratori. Secondo i promotori, il costo della spesa, degli affitti, delle utenze e dei carburanti sta rendendo più difficile sostenere le spese essenziali. Tra le conseguenze segnalate c’è anche la rinuncia alle cure da parte di chi non dispone delle risorse necessarie.

Le testimonianze al centro dell’iniziativa

Durante il presidio sono previsti cinque interventi dedicati ad altrettanti aspetti della crisi. Stefano Cristiano, del sindacato inquilini Sunia, parlerà dell’emergenza abitativa. Elena Dinelli porterà il punto di vista della scuola e delle famiglie, mentre Gemma Urbani, esponente dei comitati cittadini per la sanità, affronterà le difficoltà nell’accesso alle cure.

Marcello Massei, del sindacato pensionati Spi Cgil, darà voce ai problemi delle persone anziane. Duccio Checchi, giovane precario della segreteria provinciale Nidil, interverrà invece sulla condizione dei giovani e sul lavoro precario. L’obiettivo dichiarato è partire dalle esperienze personali per descrivere gli effetti concreti dell’aumento dei costi.

Per quanto riguarda la spesa alimentare, le stime citate dai promotori indicano per le famiglie lucchesi un aggravio di circa 740 euro all’anno, il secondo dato più alto in Toscana dopo Firenze. Anche il mercato immobiliare registra aumenti: in provincia il prezzo medio richiesto per le abitazioni è arrivato a 2.442 euro al metro quadrato, con una crescita del 7,8% in un anno.

Nel capoluogo, secondo un’indagine riferita al 2024, gli affitti assorbivano già il 28,5% del reddito medio annuo. Una situazione che, nella lettura di Avs ed Europa Verde, risente anche della pressione turistica e della diffusione degli affitti brevi, fattori che rendono più difficile trovare un’abitazione per chi vive e lavora in città.

Carburanti, energia e lavoro

Il tema riguarda anche la mobilità. Secondo le stime della Cgia di Mestre, nel 2026 la spesa per benzina e gasolio nella provincia di Lucca potrebbe raggiungere 571 milioni di euro, 94 milioni in più rispetto all’anno precedente. Gli organizzatori chiedono quindi investimenti nel trasporto pubblico locale, con autobus più frequenti, collegamenti migliori con le frazioni e un potenziamento del servizio ferroviario.

Sul fronte energetico, le rilevazioni richiamate nel documento segnalano aumenti del 32% per biomasse e pellet e del 15% per il riscaldamento condominiale. Nel distretto cartario di Lucca e Pistoia, composto da 324 aziende e oltre 11mila addetti, Confindustria Toscana Nord ha indicato una crescita del 50,6% delle bollette del gas rispetto al 2025.

Le ricadute riguardano anche l’occupazione. Nel manifatturiero lucchese, nel primo semestre del 2026, sono state autorizzate oltre 908mila ore di cassa integrazione, l’11,9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A questi elementi si aggiungono i costi dell’istruzione, con libri scolastici che in alcuni istituti arrivano a sfiorare i 600 euro, e le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie a causa delle liste d’attesa e dei costi del settore privato.

Bianucci, Lugano e Pardini chiedono al governo nazionale interventi strutturali per aumentare salari e pensioni, contrastare il lavoro povero e precario, ridurre il peso delle bollette, sostenere famiglie e imprese, garantire il diritto alla casa e rafforzare i servizi pubblici. Tra le proposte indicate figurano anche misure sulle rendite e sugli extraprofitti. La scelta della prefettura come luogo della manifestazione punta a rivolgere queste richieste direttamente alle istituzioni nazionali.