Lucca è seconda in Toscana, dopo Firenze, nella classifica degli aumenti medi annui per spesa e servizi. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, ogni nucleo familiare lucchese deve fare i conti con circa 740 euro di rincari nell’arco di un anno. L’incremento viene collegato all’andamento dei prezzi nella Piana lucchese e nella zona costiera della Versilia.
L’associazione dei consumatori lancia l’allarme anche sul costo degli alimenti, con particolare riferimento ai prodotti freschi. Nell’ultimo anno, sempre secondo l’analisi citata, i prezzi dell’ortofrutta sono aumentati del 12 per cento. A seguire vengono indicati carne e uova, mentre il caso più evidente riguarda i pomodorini, il cui costo sarebbe cresciuto di oltre il 50 per cento.
Le cause indicate dall’associazione
Federconsumatori attribuisce l’aumento dei prezzi a più fattori. Da una parte viene segnalata la forte dipendenza dal trasporto merci su gomma, esposto ai rincari dei carburanti. Dall’altra, l’associazione richiama le difficoltà dell’agricoltura toscana, alle prese con ondate di calore e una carenza d’acqua che ridurrebbero le rese dei campi e aumenterebbero i costi per i produttori.
Le conseguenze ricadrebbero soprattutto sulle famiglie con minore disponibilità economica. Oltre il 16 per cento dei nuclei familiari, secondo i dati diffusi, avrebbe già ridotto l’acquisto di beni essenziali come carne e pesce. Tra le strategie adottate per contenere la spesa vengono indicati il ricorso a tagli di minor valore e gli acquisti nei discount.
Le richieste alle istituzioni
La presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi, chiede interventi considerati urgenti per sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. Tra le proposte figurano un taglio strutturale delle accise sui carburanti e una revisione dell’IVA sui beni di prima necessità. Secondo l’associazione, quest’ultima misura potrebbe garantire un risparmio superiore a 600 euro all’anno per famiglia.
Federconsumatori sollecita inoltre l’istituzione di un fondo straordinario contro la povertà energetica e alimentare, controlli più intensi lungo la filiera e sanzioni contro eventuali fenomeni speculativi. Nel pacchetto di richieste rientra anche una riforma fiscale progressiva, finalizzata a redistribuire le risorse verso i redditi bassi e medi. Le valutazioni e le proposte sono quelle espresse dall’associazione nel quadro dell’analisi sui rincari in Toscana.