Appello culturale

Lino Guanciale lancia un appello per salvare il complesso di Maggiano

L'attore chiede sostegno per il recupero dell'ex manicomio di Maggiano, un patrimonio della città.

Lino Guanciale lancia un appello per salvare il complesso di Maggiano

L’attore Lino Guanciale ha lanciato un accorato appello per salvare il complesso di Maggiano, ex manicomio e patrimonio culturale della città. Guanciale, protagonista della serie Le libere donne, ha espresso il suo rammarico per non aver potuto girare in quegli ambienti a causa di problemi di sicurezza strutturale.

Durante le riprese, Guanciale ha avuto l’opportunità di visitare il complesso grazie a Isabella Tobino, presidente della Fondazione intitolata allo zio, che gli ha mostrato le famose “stanze” dello scrittore. L’attore ha sottolineato l’importanza di recuperare il complesso, definendolo un autentico tesoro della città e un luogo che esprime il valore culturale e civile di Mario Tobino.

Un appello alle istituzioni

Guanciale ha esortato le istituzioni a prendere a cuore la questione, evidenziando che per salvare l’ex manicomio non basta la volontà di Isabella Tobino, ma sono necessari anche fondi significativi per il recupero dell’immobile. Tra i due è nata una bella amicizia, che potrebbe portare a risultati positivi per la causa.

Inoltre, l’attore ha confermato che Le libere donne non avrà un sequel, essendo concepita come un racconto chiuso. Guanciale ha espresso la sua soddisfazione per il successo della serie, che ha ottenuto un’ottima risposta dal pubblico, sia in diretta che in differita sulla piattaforma Rai Play.

Premio Viareggio-Rèpaci 2026

Oggi, Guanciale riceverà il Premio Viareggio-Rèpaci 2026 per la sua interpretazione di Mario Tobino nella fiction. L’attore ha condiviso la sua esperienza a Lucca durante le riprese, esprimendo il desiderio di tornare in futuro, nonostante i suoi impegni attuali, tra cui un tour teatrale e la quarta stagione del commissario Ricciardi.

Infine, Guanciale ha parlato della scena della neve in piazza San Martino, descrivendola come una delle più belle e impegnative delle riprese. È anche docente al Teatro Piccolo di Milano, dove insegna ai giovani, considerati una linfa vitale per il futuro del teatro.