Lucca valuta nuove regole per contenere la diffusione delle locazioni turistiche brevi. L’ipotesi allo studio del Comune riguarda l’introduzione di una percentuale massima di appartamenti destinati ai visitatori all’interno dello stesso condominio, senza arrivare a vietare questa attività in intere zone della città.
La proposta è stata illustrata dall’assessore al Turismo Remo Santini, mentre l’amministrazione sta ancora definendo modalità e limiti dell’intervento. L’obiettivo è evitare una concentrazione eccessiva di alloggi per soggiorni brevi nei singoli edifici e, allo stesso tempo, preservare la disponibilità di abitazioni per chi risiede stabilmente sul territorio.
Il contesto turistico
La discussione si inserisce in una fase di crescita dei flussi turistici. Nel primo semestre del 2026, gli arrivi a Lucca sono aumentati del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le presenze hanno registrato un incremento del 4,6%. Secondo l’amministrazione, l’espansione del comparto impone però una riflessione sull’equilibrio tra attività turistica e vivibilità dei residenti.
Già lo scorso anno l’assessore Santini aveva manifestato l’intenzione di introdurre correttivi per gli affitti brevi. A fornire un quadro giuridico favorevole è stata la recente sentenza della Corte costituzionale sul Testo unico del turismo della Toscana, previsto dalla legge regionale numero 61 del 2024. La Consulta ha respinto il ricorso del Governo e ha riconosciuto la validità della normativa regionale.
Il pronunciamento della Consulta
La Corte ha stabilito che, quando l’attività turistica incide in modo significativo sull’assetto del territorio, sulla vivibilità urbana e sulla disponibilità di abitazioni, il diritto di proprietà può essere regolato in funzione della sua funzione sociale. La sentenza riconosce inoltre la possibilità per Regioni e Comuni di introdurre criteri e limiti proporzionati alla diffusione delle locazioni brevi, qualora queste producano una pressione rilevante sui servizi urbani o riducano gli immobili disponibili per la residenza ordinaria.
Partendo da questo orientamento, il Comune di Lucca sta valutando una soluzione basata sui singoli complessi immobiliari. L’idea, ha spiegato Santini, è fissare un limite massimo agli appartamenti destinati agli affitti brevi nello stesso condominio, preferendo questa strada alla scelta di individuare aree nelle quali vietare completamente l’attività. Le misure, al momento, non sono ancora definitive.
Il fenomeno ha comunque dimensioni consistenti. I dati delle principali piattaforme per gli affitti turistici, tra cui Airbnb, Booking e Vrbo, indicano la presenza complessiva di oltre 2.100 alloggi turistici attivi nel territorio comunale. È su questa realtà che l’amministrazione intende intervenire, cercando di bilanciare la crescita del turismo con le esigenze abitative e la qualità della vita nella città.