Patrimonio storico

Marcucci: «Il Museo del Risorgimento non deve chiudere»

Appello alla Provincia per garantire continuità alla struttura e coinvolgere ministero, fondazioni e soggetti privati.

Marcucci: «Il Museo del Risorgimento non deve chiudere»

Andrea Marcucci, presidente del partito Liberaldemocratico, interviene sul futuro del Museo del Risorgimento e denuncia le condizioni in cui versa la struttura. «Lo stato di degrado in cui versa è intollerabile», sostiene Marcucci, chiedendo che venga scongiurata l’ipotesi di una chiusura.

Secondo il presidente del partito, se la Provincia di Lucca non dispone delle condizioni necessarie per gestire il museo con continuità e dignità, l’ente dovrebbe mobilitarsi per impedirne la cessazione delle attività. L’appello è rivolto quindi alle istituzioni locali, chiamate a mantenere alta l’attenzione sulla situazione della struttura.

La richiesta di un intervento più ampio

Marcucci afferma di apprezzare la disponibilità manifestata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, ma ritiene che per affrontare il problema sia necessario coinvolgere anche altri soggetti. Nel suo intervento cita il ministero della Cultura, le fondazioni bancarie e i privati, indicando in una mobilitazione condivisa la strada per garantire un futuro al museo.

«Lucca si faccia sentire e valere», è l’invito rivolto da Marcucci alla città. Il museo ospitato a Palazzo Ducale viene descritto come un luogo legato alla memoria nazionale e alla storia del territorio. Per il presidente del Liberaldemocratici si tratta di uno «scrigno della nostra memoria patria», anche per la presenza di cimeli appartenuti ad Antonio Mordini, patriota originario di Barga.

Tra i cimeli conservati nella struttura, Marcucci ricorda anche lo scranno parlamentare di Mordini, al quale ha dedicato un libro pubblicato da Maria Pacini Fazzi. Il riferimento sottolinea il valore storico e personale attribuito al museo, nel quadro della richiesta di interventi contro il degrado e per la prosecuzione della sua attività.