Al liceo Augusto Passaglia di Lucca è iniziata nella mattina del 22 ottobre 2026 un’occupazione promossa da alcuni studenti. La mobilitazione riguarda le diverse sedi dell’istituto, dove sono stati esposti striscioni con messaggi legati alla riduzione delle spese militari e al rafforzamento degli investimenti in istruzione e salari. Sul posto è arrivata la polizia per verificare la situazione.
L’iniziativa si inserisce nella serie di occupazioni avviate nei giorni precedenti in altri istituti, in particolare a Firenze. Le ragioni della protesta sono state illustrate in un documento firmato dal Collettivo studentesco e dal coordinamento Faust, che descrivono la scuola come uno spazio di partecipazione e confronto sui problemi sociali, economici e politici del Paese.
Le motivazioni della protesta
Nel testo gli studenti indicano tra le principali criticità l’aumento del costo della vita, le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie e il progressivo indebolimento dei servizi pubblici. Secondo il documento, il diritto allo studio rischia di dipendere sempre più dalle condizioni economiche individuali. I promotori citano inoltre l’aumento del costo medio della spesa e una previsione di spesa militare pari a 48,31 miliardi di euro nel 2026, contrapponendo queste risorse alle necessità di sanità, scuola e welfare.
Il collettivo collega la protesta anche al tema della dispersione scolastica, richiamando il dato dell’8,2 per cento di studenti che, secondo quanto riportato nel comunicato, abbandonerebbe ogni anno la scuola secondaria di secondo grado. Nel documento viene chiesto di garantire sostegni economici, pari opportunità e condizioni che permettano agli studenti di proseguire il percorso formativo senza che il reddito familiare rappresenti un ostacolo.
Le critiche alla politica nazionale e locale
Una parte consistente della nota riguarda la politica estera italiana, il riarmo e i rapporti con Israele. Gli studenti chiedono maggiore trasparenza sulle forniture di armamenti e il rispetto degli obblighi previsti dal diritto nazionale e internazionale. Nel documento vengono citati il ripudio della guerra previsto dalla Costituzione italiana, la Carta delle Nazioni Unite e la necessità di privilegiare la diplomazia nella gestione dei conflitti.
Le contestazioni si estendono alle politiche di bilancio del governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo gli studenti, l’aumento delle risorse destinate alla difesa non dovrebbe avvenire a discapito del Servizio sanitario nazionale, dell’istruzione e della tutela sociale. Il comunicato richiama anche carenze infrastrutturali, liste d’attesa e difficoltà di accesso alle cure, presentandole come elementi di una più ampia questione legata alla sicurezza sociale.
La protesta ha inoltre una dimensione cittadina e si rivolge al sindaco di Lucca, Mario Pardini. Gli studenti criticano alcune scelte e relazioni dell’amministrazione comunale, sollevando questioni relative alla tutela dei valori democratici, alla memoria storica e agli spazi di partecipazione. Nel documento viene contestata anche una visione della città ritenuta troppo orientata alla promozione turistica e viene chiesto di rafforzare i luoghi pubblici dedicati alla socialità e alla cultura, a partire dalla biblioteca civica Agorà.
La mobilitazione non riguarda soltanto il Passaglia. Assemblee di istituto sono in corso anche in altre scuole cittadine: gli studenti del Machiavelli si sono riuniti al cinema Moderno, mentre un’iniziativa è stata segnalata anche al Pertini, sulla circonvallazione, dove un tentativo di occupazione sarebbe fallito in mattinata.