A Lucca e in provincia aumentano i provvedimenti di sfratto. A rilanciare il tema è il circolo lucchese di Rifondazione Comunista, che richiama i dati diffusi dal Sunia Cgil e chiede interventi per garantire un’alternativa abitativa alle persone costrette a lasciare il proprio alloggio.
Secondo le cifre citate dal partito, nel 2025 gli sfratti registrati nella provincia di Lucca sono stati 233, con un incremento del 24,6 per cento rispetto all’anno precedente. Rifondazione sottolinea inoltre che, mentre il dato lucchese cresceva, nel resto della Toscana si registrava una diminuzione. Il capoluogo, sempre secondo quanto riferito dal circolo, guiderebbe la graduatoria regionale.
La crescita degli sfratti per finita locazione
L’elemento indicato come più preoccupante riguarda gli sfratti per finita locazione e per necessità del locatore, che secondo Rifondazione sarebbero raddoppiati in un anno. Si tratta, viene evidenziato, di situazioni diverse da quelle legate al mancato pagamento del canone: a perdere l’alloggio possono essere inquilini che hanno sempre rispettato gli impegni contrattuali e che vivono da molti anni nella stessa abitazione.
Il circolo richiama in particolare la condizione di persone anziane, residenti da decenni nelle proprie case e raggiunte dalla disdetta del contratto. Nella lettura proposta da Rifondazione, il fenomeno si inserisce in un contesto segnato dalla crescita dell’offerta turistica in città, che renderebbe più difficile per alcune famiglie trovare una sistemazione stabile.
Le proposte per l’emergenza abitativa
Tra le richieste avanzate c’è la convocazione regolare del tavolo sul disagio abitativo, non limitata alle sole fasi di emergenza. Il confronto dovrebbe servire, secondo il partito, a coordinare le istituzioni e a individuare per tempo soluzioni per chi rischia di rimanere senza alloggio.
Rifondazione propone inoltre la creazione di un’agenzia sociale per l’affitto, capace di offrire garanzie ai proprietari contro il rischio di morosità in cambio della stipula di contratti stabili. Il modello indicato è quello già avviato a Firenze. Un’altra richiesta riguarda un protocollo con la Prefettura, affinché nessuno sfratto venga eseguito senza che sia stata individuata una soluzione abitativa alternativa, con particolare attenzione ai casi che coinvolgono persone anziane.
Nel comunicato viene citato anche il caso di Maricarmen, una vicenda che nelle ultime settimane ha suscitato attenzione in Spagna. Il riferimento è utilizzato dal circolo per sottolineare la necessità di considerare il diritto all’abitazione nella gestione delle procedure di rilascio degli immobili. La posizione conclusiva di Rifondazione è che la casa non debba essere considerata soltanto come uno strumento di profitto e che, per affrontare il problema, servano decisioni politiche e strumenti operativi.