Bilancio culturale

Il Giff chiude la prima edizione tra cinema e territorio

Sei giornate fra proiezioni, incontri e masterclass hanno richiamato pubblico e autori nell’area montana.

Il Giff chiude la prima edizione tra cinema e territorio

Si è conclusa con un bilancio positivo la prima edizione del Giff – Garfagnana Indie Film Festival Il Gergo Inquieto, rassegna dedicata al cinema indipendente. Dal 8 al 13 agosto, il Parco Graal dei Carpinelli ha ospitato proiezioni, incontri e masterclass in un contesto diverso dalle tradizionali sale cinematografiche: boschi, montagne e cielo stellato sono diventati parte integrante dell’esperienza proposta al pubblico.

Il festival, nato con l’obiettivo di portare il cinema indipendente nell’Alta Garfagnana, ha richiamato spettatori e professionisti da diverse parti d’Italia. La manifestazione è inserita nel più ampio Graal Cult Fest, giunto alla sesta edizione, ed è stata ideata e diretta da Consuelo Barilari, attrice, regista, produttrice e organizzatrice culturale. La direzione artistica ha costruito un programma nel quale hanno trovato spazio giovani autori, professionisti affermati, documentari, cortometraggi, cinema di genere, memoria storica e racconto dei luoghi.

Il cinema come strumento per conoscere i luoghi

Uno dei temi centrali della rassegna è stato il rapporto tra immagini e territorio. La consulente artistica Paola Settimini ha collegato il progetto al cine-turismo, inteso come possibilità di valorizzare le aree raccontate dai film e di favorire nuove occasioni di incontro. Nel corso del programma sono stati affrontati il cinema horror, il giallo, la memoria storica e il legame tra produzioni audiovisive e paesaggio.

Tra gli ospiti sono intervenuti Fabrizio Lopresti, attore e regista, e la stessa Settimini, in un incontro dedicato al rapporto tra cinema e turismo. È stato inoltre proiettato il documentario Per Horror Intendo…, realizzato da Settimini con Pupi Avati, Dario Argento e Lamberto Bava e dedicato alla memoria dell’horror italiano.

Una serata è stata riservata al regista spezzino Francesco Tassara, autore delle opere 0187 UFO e Cose nere. Tassara ha partecipato anche a un confronto sul cinema giallo con Paolo Fizzarotti, critico, scrittore e direttore artistico del festival Santa in Giallo. Nel programma è rientrato inoltre Qui Dimitris Makris, documentario realizzato da Settimini e Tassara sul regista greco Dimitris Makris, amico di Theo Angelopoulos e autore di un cinema legato all’impegno civile e politico.

Memoria, ambiente e nuove generazioni

La manifestazione ha dato spazio anche ad autori e opere legati al territorio. Ines Cattabriga ed Elisabetta Dini hanno presentato Domani è un altro giorno e Ci salvarono gli alberi, produzioni di Officine Tok incentrate su ambiente, memoria e comunità. Un altro appuntamento ha ricordato Fosco Maraini, figura profondamente legata alla Garfagnana, con un’introduzione affidata a Maria Dolores Pesce. Il pubblico ha seguito anche Dacia, vita mia – dialoghi giapponesi, documentario della regista italo-giapponese Izumi Chiaraluce.

Tra i giovani autori presenti c’era Diego Bonuccelli, regista di XII844, documentario pluripremiato sulla strage di Sant’Anna di Stazzema, e di Liguri Apuani. La sua partecipazione ha rafforzato l’idea di una rassegna capace di coniugare memoria e nuovi linguaggi, mettendo in relazione il patrimonio culturale dei luoghi con lo sguardo delle generazioni più giovani.

Per Consuelo Barilari, il festival ha rappresentato la possibilità di costruire una comunità temporanea composta da artisti, spettatori, studiosi, abitanti e visitatori. La scelta di ambientare le attività nel Parco Graal dei Carpinelli ha trasformato il paesaggio in un elemento della proposta culturale, non soltanto in uno sfondo. La prima edizione si è così chiusa con l’obiettivo di rendere l’Alta Garfagnana uno dei luoghi di riferimento per un appuntamento cinematografico lontano dai grandi centri urbani.