Si inasprisce la vertenza per il rinnovo del contratto di secondo livello alla Lucart di Porcari. In una nota unitaria, Slc Cgil e Fistel Cisl denunciano un clima di tensione nello stabilimento e attribuiscono alla direzione un atteggiamento che, a loro giudizio, ostacolerebbe la ripresa del confronto sindacale.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, l’azienda avrebbe diffuso tra il personale documenti con una ricostruzione parziale del lungo negoziato. I sindacati sostengono inoltre che la direzione abbia incontrato il reparto degli uffici per sostenere posizioni non riscontrabili nei fatti e per dividere i dipendenti. La contestazione arriva dopo il comunicato aziendale del 13 ottobre, nel quale Lucart aveva indicato la necessità di creare le condizioni per un confronto sereno e costruttivo.
Buoni pasto e confronto sul contratto
Al centro dello scontro ci sono soprattutto i buoni pasto. Slc Cgil e Fistel Cisl affermano che, mentre altre aziende del territorio lucchese si trovano in difficoltà nel rinnovo dei contratti integrativi, Lucart avrebbe bloccato l’erogazione del beneficio. La conseguenza, secondo i sindacati, sarebbe una riduzione effettiva dello stipendio pari a 160 euro al mese per ciascun dipendente.
Le due sigle definiscono la scelta una novità rispetto alla storia dell’azienda e al contesto produttivo lucchese, sostenendo che la direzione si sarebbe isolata rispetto ai concorrenti. La vertenza riguarda quindi sia il rinnovo dell’accordo integrativo sia le modalità con cui l’azienda sta gestendo il confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Le contestazioni sulla sicurezza
Un secondo fronte riguarda la sicurezza negli impianti. Durante lo sciopero regionale proclamato dalla Cgil Toscana, nel turno di notte, il conduttore della macchina continua sarebbe rimasto senza l’aiutante, che aveva aderito alla protesta. Per i sindacati, l’equipaggio avrebbe lavorato per otto ore con una persona in meno, nonostante l’assistente svolga funzioni di coordinamento e controllo considerate essenziali per la sicurezza.
Le organizzazioni contestano anche i ritardi nell’attuazione degli interventi previsti dall’accordo integrativo del 6 agosto 2025. Nello stabilimento di Castelnuovo, secondo la nota, resterebbero da completare lavori per l’aspirazione delle polveri. Una nuova linea di converting sarebbe inoltre entrata in funzione senza il relativo impianto di aspirazione e senza la formazione sulla sicurezza indicata dai sindacati.
Criticità analoghe vengono segnalate a Diecimo e Porcari, dove gli interventi sull’aspirazione delle polveri, previsti per maggio, non sarebbero stati ultimati. Slc Cgil e Fistel Cisl chiedono quindi all’azienda di verificare lo stato degli impegni assunti e di prestare attenzione al clima interno, avvertendo che la tensione potrebbe favorire episodi difficili da prevedere. Le contestazioni restano al momento affidate alla posizione espressa dalle due sigle sindacali.