Emergenza carceraria

Due decessi in 48 ore al carcere di San Giorgio, Camera Penale in agitazione

La Camera Penale denuncia una situazione critica e chiede misure urgenti per i diritti dei detenuti.

Due decessi in 48 ore al carcere di San Giorgio, Camera Penale in agitazione

Una drammatica escalation di morti e una paralisi della magistratura di sorveglianza hanno portato il carcere di San Giorgio a un momento di forte difficoltà. Gli avvocati penalisti di Lucca, attraverso un documento ufficiale firmato dal presidente della Camera Penale, l’avvocato Marco Treggi, hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando “una situazione ormai fuori controllo” che ha visto due decessi avvenuti all’interno della struttura in appena quarantotto ore.

Dettagli dei decessi

Il primo decesso si è verificato il 15 luglio, quando un ragazzo di 24 anni, ristretto in stato di custodia cautelare per reati di furto, si è suicidato nella sezione isolamento del carcere. Nonostante fosse stato ricoverato in psichiatria, era stato dimesso e riportato in carcere, dove si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo. Il giorno successivo, il 16 luglio, si è registrato un secondo decesso per cause ancora in corso di accertamento.

Questi eventi tragici si inseriscono in un contesto già critico, aggravato dai numerosi ingressi di detenuti provenienti dal carcere di Sollicciano, dichiarato inagibile dall’azienda Usl. La Camera Penale ha evidenziato che il carcere di San Giorgio presenta una delle percentuali di sovraffollamento più gravi del paese, con spazi comuni inagibili e una mancanza di locali necessari per le esigenze trattamentali.

Problemi di organico e salute psicologica

A complicare ulteriormente la situazione è il “cortocircuito” dell’ufficio di sorveglianza di Pisa, competente per Pisa, Lucca e Volterra, che attualmente è operativo con un solo magistrato di sorveglianza. Gli altri due magistrati sono andati in pensione e non ci sono certezze sui tempi di arrivo dei nuovi magistrati. Questa carenza di organico si fa sentire in modo particolare durante il periodo estivo, quando il personale ha diritto a ferie.

La prolungata assenza di risposte da parte della magistratura di sorveglianza ha un impatto diretto sulla salute psicologica dei detenuti, che si trovano a vivere in uno stato di frustrazione e ansia, in attesa di risposte alle loro legittime istanze, come richieste di colloquio e permessi. La Camera Penale ha richiamato l’attenzione sul principio costituzionale che garantisce i diritti al trattamento penitenziario rieducativo e conforme a umanità, chiedendo misure urgenti per affrontare le gravi problematiche sia in merito all’organico della giurisdizione di sorveglianza che all’istituto penitenziario di Lucca.