Casi complessi

Tragedia in carcere: trovato morto un giovane detenuto

Un 23enne di origine bangladese è stato trovato morto in cella, il sindacato Sappe denuncia la gestione inadeguata.

Tragedia in carcere: trovato morto un giovane detenuto

Un giovane di 23 anni, di origine bangladese, è stato trovato morto nella sua cella presso il carcere di San Giorgio nella mattinata del 15 luglio 2026. L’uomo era in attesa di giudizio dopo un arresto per furto avvenuto il 2 luglio. A scoprire il corpo esanime sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria, ma ogni tentativo di soccorso e rianimazione si è rivelato purtroppo vano.

Il carcere di San Giorgio è stato recentemente segnalato dall’associazione Antigone e dalla giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati della Toscana come una delle strutture più sovraffollate della regione, con un indice di presenze che supera il 200%. Il sindacato di polizia Sappe ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia, denunciando al contempo le gravi criticità nella gestione del caso.

Criticità nella gestione

Il segretario regionale del Sappe, Francesco Oliviero, ha rilasciato una dichiarazione in merito all’accaduto, affermando: “Un dramma che si poteva evitare. La gestione dei soggetti violenti non può ricadere solo sulla polizia penitenziaria”. Secondo quanto riportato dal sindacato, il giovane presentava forti manifestazioni di instabilità e disagio, già emerse sin dall’udienza di convalida, accompagnate da episodi di aggressività nei confronti di altri detenuti e del personale.

Nonostante un recente ricovero ospedaliero, l’uomo era stato dimesso poiché non ritenuto clinicamente da trattare in ambito psichiatrico attivo, nonostante avesse aggredito un agente durante la degenza, causando una prognosi di sette giorni. Questo ha lasciato la sua complessa gestione interamente a carico della struttura carceraria.

Il tragico epilogo

La situazione è precipitata a causa di un’ennesima lite con il compagno di cella, che ha reso necessario riunire uno staff straordinario composto da medico, psichiatra, educatrice e sorveglianza. Per tutelare l’incolumità degli altri detenuti, era stata disposta la sua collocazione provvisoria in una cella singola. Intorno alle 7:45 di stamani, dopo aver ricevuto assistenza ordinaria e l’accensione di una sigaretta da parte del personale, il giovane è stato rinvenuto esanime, si sospetta si sia tolto la vita impiccandosi con le lenzuola. I tentativi di rianimazione da parte degli agenti, del medico di reparto e del 118 hanno solo potuto constatare il decesso.

Oliviero ha concluso: “Nonostante la grandissima attenzione e la professionalità dei colleghi in servizio, che hanno monitorato l’uomo fino a pochi istanti prima del drammatico gesto, non è possibile delegare la gestione di casi così complessi e instabili alla sola vigilanza e responsabilità della polizia penitenziaria”.