Il 9 giugno 2026 è stata ufficialmente firmata la donazione dell’archivio privato di Gianni Bono alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Questo archivio rappresenta una raccolta unica nel panorama del fumetto italiano, sia per le sue dimensioni che per la rarità dei materiali in esso contenuti. Gianni Bono, noto giornalista e storico genovese, è uno dei massimi esperti del fumetto nel nostro paese e ha dedicato gran parte della sua vita professionale alla valorizzazione di questo settore.
Il Fondo Bono include oltre 800mila pezzi, tra cui periodici, collane, libri a fumetti, edizioni italiane e straniere, oltre a materiali di lavorazione come sceneggiature, manoscritti, bozzetti e tavole originali. Parte di questo patrimonio è già stata catalogata nel database della Guida al fumetto italiano e il trasferimento a Firenze avverrà nel corso del 2026, con l’obiettivo di rendere questi materiali progressivamente fruibili al pubblico.
Un’occasione persa per Lucca
La decisione di donare questo tesoro alla Biblioteca fiorentina, che già possiede una collezione significativa nonostante i danni subiti durante l’alluvione del 1966, è vista come l’inizio di un progetto per la creazione della futura Biblioteca italiana del fumetto. Tuttavia, questa scelta ha sollevato interrogativi nel panorama culturale lucchese, in particolare riguardo alla possibilità di aver perso un’opportunità unica.
Gianni Bono non è un nome sconosciuto per Lucca; nel 2004 ha fondato il Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine, un’iniziativa che ha segnato un’importante tappa nella storia della saggistica di settore. La perdita di un patrimonio così vasto e significativo per la cultura del fumetto potrebbe rappresentare una grave mancanza per la nascente Expo del Fumetto a Lucca, un evento che mira a consolidare il ruolo della città come capitale della nona arte in Italia.
Il trasferimento dell’archivio a Firenze potrebbe quindi essere visto come una clamorosa occasione persa per Lucca, che avrebbe potuto beneficiare enormemente dalla presenza di un tesoro culturale così indissolubilmente legato alla figura di Gianni Bono. La speranza è che questa situazione possa stimolare una riflessione su come valorizzare e preservare il patrimonio culturale legato al fumetto, affinché non si ripetano simili occasioni in futuro.