Versilia produttiva

Pd: strategia industriale e tempi certi per il piano portuale

Corsetti e Ciucci chiedono un confronto pubblico, concessioni trasparenti e formazione per sostenere cantieristica e occupazione.

Pd: strategia industriale e tempi certi per il piano portuale

Una strategia industriale regionale e un cronoprogramma definito per il nuovo Piano regolatore portuale. Sono le richieste avanzate da Marco Corsetti, responsabile lavoro del Partito Democratico della Versilia, e Filippo Ciucci, segretario del Pd di Viareggio, intervenuti sul futuro della nautica e del porto cittadino. La posizione è stata espressa il 17 agosto 2026, nel quadro del dibattito sulle politiche di reindustrializzazione della Toscana.

Secondo i due esponenti dem, la tutela e il rilancio degli asset industriali regionali devono essere una priorità della politica. In una fase segnata da conflitti internazionali, tensioni commerciali e instabilità economica, la capacità produttiva dei territori viene considerata decisiva per difendere occupazione, investimenti e prospettive di sviluppo. Corsetti e Ciucci richiamano, in questo contesto, l’impegno assunto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per una politica basata sull’impiego delle risorse europee, sull’accesso al credito, sul sostegno alle filiere e sull’attrazione di nuovi investimenti.

Il porto come sistema integrato

La nautica e il comparto lapideo della Versilia, sostengono i rappresentanti del Pd, rappresentano settori strategici per l’economia dell’area. La loro tenuta, però, non sarebbe scontata senza programmazione pubblica, infrastrutture adeguate, regole certe e strumenti capaci di accompagnare innovazione e sostenibilità. Particolare attenzione viene chiesta per la nautica viareggina e per il percorso di elaborazione del nuovo piano del porto, ritenuto determinante non soltanto per la cantieristica, ma per l’intero sistema economico cittadino e versiliese.

Il porto, secondo la proposta, dovrebbe essere considerato come un sistema unitario in cui convivono grande cantieristica, imprese dell’indotto, diportismo, pesca, turismo, servizi e attività commerciali. Il nuovo strumento urbanistico dovrà quindi definire una distribuzione razionale degli spazi e delle funzioni, prevedere collegamenti efficienti e creare condizioni stabili per gli investimenti. Tra le aree indicate figurano la Madonnina, il Triangolino, gli approdi e le banchine lungo il Canale Burlamacca, oltre agli spazi destinati alle piccole imbarcazioni. L’obiettivo dichiarato è superare una gestione basata su interventi frammentari o provvisori.

Il piano dovrà inoltre intervenire sul rapporto tra porto e città, affrontando accessibilità, mobilità, collegamenti, qualità degli spazi pubblici e compatibilità tra attività produttive e funzioni urbane. Un capitolo specifico riguarda le concessioni demaniali portuali: le imprese, osservano Corsetti e Ciucci, hanno bisogno di durate e condizioni che permettano di programmare gli investimenti, mentre la valorizzazione del patrimonio pubblico dovrebbe essere accompagnata da impegni verificabili su sviluppo, occupazione e sicurezza.

Lavoro, formazione e tempi del piano

La richiesta del Pd è di collegare la stabilità delle concessioni a investimenti concreti, occupazione stabile, applicazione dei contratti collettivi, formazione professionale e sostenibilità ambientale. Lo sviluppo della nautica, sottolineano i due esponenti, non dovrebbe essere valutato soltanto attraverso fatturato, esportazioni o numero di imbarcazioni prodotte, ma anche in base alla qualità del lavoro, ai salari, alla crescita delle competenze e ai servizi per i lavoratori. Tra gli strumenti indicati figurano mense, trasporti e misure di sostegno alla conciliazione tra vita professionale e personale.

Un altro tema riguarda il rapporto tra aziende, istituti tecnici, scuole professionali, università e soggetti della formazione, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale e offrire ai giovani della Versilia opportunità di lavoro qualificato. Per questo viene chiesto un confronto pubblico e strutturato tra Autorità portuale regionale, Regione Toscana, Comune di Viareggio, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, imprese, operatori della pesca e del diportismo e rappresentanti della cittadinanza.

Tra le proposte avanzate figurano la presentazione pubblica di un cronoprogramma per redazione, adozione e approvazione del nuovo Piano regolatore portuale, l’istituzione di un tavolo permanente sulla portualità viareggina e la definizione di criteri trasparenti per il rilascio e il rinnovo delle concessioni. Chiesto anche un confronto specifico sulla formazione professionale e sul ricambio delle competenze. Per il Pd, la responsabilità delle istituzioni è creare le condizioni affinché il comparto continui a svilupparsi, producendo lavoro qualificato e ricadute durature sul territorio.