Memoria violata

Rubato alla Casina dei Ricordi il gilet di una vittima

Maria Luisa Carmazzi ne era proprietaria; Giuliano Bandoni ha rilevato l’assenza durante la chiusura del 24 agosto.

Rubato alla Casina dei Ricordi il gilet di una vittima

Un furto ha colpito il luogo dedicato alla memoria delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio. Durante l’orario di apertura del 24 agosto 2026, dalla Casina dei Ricordi è stato portato via un gilet in pelle da motociclista appartenuto a Maria Luisa Carmazzi, una delle 32 persone morte nel disastro del 29 giugno 2009.

Il capo d’abbigliamento era conservato all’interno della struttura insieme ad altri oggetti personali delle vittime. Per il suo valore affettivo e simbolico, il gilet rappresentava una parte del percorso di testimonianza allestito per mantenere vivo il ricordo di quella notte, segnata dal deragliamento di una cisterna di Gpl e dal successivo incendio.

La scoperta durante la chiusura

A rendersi conto della sparizione è stato Giuliano Bandoni, presidente dell’associazione Tartarughe Lente, al momento della consueta chiusura serale della struttura. L’associazione gestisce la Casina dei Ricordi e ne cura la manutenzione, mantenendo aperto il luogo alla visita di cittadini, parenti e visitatori.

Maria Luisa Carmazzi, conosciuta con il soprannome di Pulce, perse la vita insieme al marito Andrea Falorni, chiamato Scarburato. Entrambi facevano parte dello storico gruppo di motociclisti delle Tartarughe Lente, che oggi si occupa del luogo della memoria intitolato proprio ai due coniugi scomparsi tra le fiamme.

Un luogo aperto alla comunità

La Casina dei Ricordi si trova nei pressi della ferrovia, nel quartiere Ponente. La struttura resta normalmente accessibile dalla mattina alla sera, permettendo di rendere omaggio alle vittime e di lasciare un pensiero. Il furto è stato quindi compiuto in un contesto di apertura e fiducia verso chi frequenta il sito.

La sottrazione ha suscitato amarezza e rabbia tra i volontari che gestiscono la struttura, privandola di un oggetto considerato fondamentale per il ricordo della tragedia. Al momento, sulla base degli elementi riferiti dall’associazione, si ipotizza che ad agire possa essere stato un malintenzionato o una persona di passaggio nella zona.